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Cronaca
IL CASO

Rapina 2 euro a un ragazzo e si pente: lo mandano in comunità a Trapani

Un 17enne incensurato rischia di non iniziare a Torino il prossimo anno scolastico

Ha fatto una «bravata» o meglio uno sbaglio, come egli stesso ha ammesso, di cui si è «pentito». Ora, per una rapina da due euro e cinquanta, un ragazzo di 17 anni, che fino a prima di commettere il colpo, con altri, era incensurato, rischia di perdere il prossimo anno scolastico. Perché la misura che gli è stata inflitta, a conclusione delle indagini, quella della permanenza in una comunità, è stata eseguita, con due mesi di ritardo, non nella nostra città, ma a Trapani. Il giovane, che ha mamma e papà e quattro fratelli a Torino, si era appena iscritto a un istituto professionale, dopo avere conseguito la licenza media. Pochi giorni fa è dovuto partire per Trapani, dove rischia di restare per mesi. I fatti che gli vengono contestati risalgono al 14 e 15 febbraio. «Mi sono lasciato trascinare dagli amici», ha ammesso il ragazzo, assistito dall’avvocato Antonio Vallone. Il gruppo ha tentato, fallendo, una rapina a una coppietta, in centro. Poi ne ha messa in atto una seconda. «Hai un euro?», la richiesta minacciosa rivolta alla vittima, a cui sono state svuotate le tasche per un “bottino” di due euro e cinquanta. «So di avere fatto una sciocchezza», ha ribadito il 17enne, quando gli è stata notificata la misura (eseguita il 27 maggio) dei domiciliari, in attesa che si trovasse una comunità.

Dopo due mesi trascorsi in casa, il ragazzo è stato mandato a Trapani, lontano da tutti. «Applicare una misura cautelare – spiega l’avvocato Vallone – in un posto cosi distante da casa, dopo che il mio assistito ha già fatto due mesi di permanenza domiciliare, rischia di avere un effetto devastante: potrebbe perdere l’anno scolastico. Il ragazzo non potrà verosimilmente iniziare la scuola a settembre. Frequentare a Trapani è comunque problematico perché poi dovrebbe trasferirsi. Si rischia di compromettere il suo percorso di maturazione».

Il rischio che un intero anno scolastico venga compromesso è legato alla questione dei termini della misura, che potrebbero durare anche sei mesi, visto che si è in prossimità del rinvio a giudizio del giovane. E senz’altro, studiare a Trapani per poi, dopo pochi mesi, ricominciare a Torino, non sarebbe l’ideale, secondo la difesa, per permettere a un giovane che ha sbagliato di recuperare. Inoltre, rimarca il legale, la misura della permanenza in comunità è stata eseguita dopo due mesi quando, in pratica, il ragazzo aveva già trascorso un periodo di domiciliari, rispettandoli, senza mai uscire, e studiando, fino a conseguire con profitto la licenza di terza media. Da quanto risulterebbe, la rapina in centro da due euro e cinquanta sarebbe la prima commessa dal 17enne.

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