I randagi alle spalle del Novotel
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REBAUDENGO

I randagi padroni dello Stura: «Il parco è ostaggio dei cani»

Il branco immortalato a gironzolare sulle sponde del fiume

Qualcuno li ha avvistati al mattino, altri alla sera. C’è chi si è limitato a segnalarne la loro presenza tra le piante e chi li ha visti aggirarsi nel parco Stura. In branco. Ma una cosa è sicura: i cani randagi sono tornati ad essere un vero e proprio “incubo”. E a sostenerlo sono proprio i residenti del Regio Parco e del Rebaudengo che a pochi mesi dall’ultima denuncia sono tornati a segnalare un sospetto via vai alle spalle del Novotel di corso Giulio Cesare e strada Basse di Stura. Le foto, del resto, non lascerebbero molti dubbi.

Nelle immagini si vedono quattro-cinque cani: tutti di grossa taglia e molto simili a dei pastori tedeschi. Esemplari che si aggirerebbero nelle ore serali e notturne, quando i residenti evitano di frequentare il parco. Alcuni di loro erano già stati fotografati dalle parti di via Valprato. Accucciati vicino ad una centralina. I cani, però, non si limiterebbero a gironzolare tra le aree recintate. Qualcuno si sarebbe anche avvicinato alla ciclabile di lungo Stura Lazio. Come racconta la signora Mara. «Purtroppo è una situazione che va avanti da anni – spiega la donna -. Abbiamo già inviato numerose segnalazioni ma siamo sempre da punto a capo».

Le famiglie si sarebbero rivolte anche al canile. I randagi, spesso, non si lasciano avvicinare, probabilmente perché spaventati. Secondo l’Enpa, inoltre, sarebbero una trentina gli esemplari a spasso per l’area del passante e quella dei parchi Arrivore e Stura. Hanno da mangiare, non sono pericolosi. E non possono essere rinchiusi in gabbia altrimenti morirebbero. Ma per chi frequenta i parchi della zona nord sono comunque un problema. «A volte ti inseguono, forse non vogliono morderti ma di sicuro un grosso cane che ti segue finisce per spaventarti».

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