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E’ accaduto in via Gazzera a Ciriè

GIALLO NELLA NOTTE. Sparano con un fucile a pallettoni contro l’auto di un 29enne

Per gli investigatori all’origine del raid potrebbe esserci la guerra scatenata per il controllo dello spaccio di droga

Sparano con un fucile a pallettoni contro l’auto di un 29enne. Un raid dal chiaro “stile” mafioso. E’ accaduto la notte scorsa a Cirié, poco dopo e 2,30 quando una telefonata al 112 ha avvertito i  carabinieri che in via Gazzera, nei pressi del civico 55, qualcuno aveva aperto il fuoco contro una vettura.

AUTO CENTRATA DA CUE COLPI
In men che non si dica, una pattuglia della tenenza di Cirié ha raggiunto il posto della segnalazione ed ha notato la vettura, una Mercedes, effettivamente centrata con almeno due colpi calibro 12 esplosi, forse, con un fucile a canne mozze. I fori aperti dai pallini, finiti poi all’interno dell’auto, erano piuttosto marcati ed evidenti.

IL PROPRIETARIO DELL’AUTO SOTTO SCHOCK
In via Gazzera i carabinieri hanno trovato anche il proprietario della macchina, un 29enne del posto molto conosciuto in zona. Era stato lui, pochi minuti prima, ad allertare le forze dell’ordine. Il giovane, incensurato, era appena rientrato da una serata trascorsa in compagnia degli amici quando ha scoperto la sua vettura presa di mira dai balordi.

L’APPELLO DEL GIOVANE
Visibilmente provato e sotto shock, ha lanciato un appello “a chiunque abbia visto o sentito qualcosa” affinché parlando, possa aiutare gli investigatori a fare piena luce sull’accaduto. Resta tuttavia la gravità di un raid che, per la dinamica, sembra richiamare i classici avvertimenti di stampo malavitoso. E che si tratti di un “avvertimento” gli inquirenti sembrano avere pochi dubbi.

IL PRECEDENTE DUE SETTIMANE FA
D’altronde non è il primo episodio del genere verificatosi in città negli ultimi giorni. Già due settimane fa, infatti, un giovane albanese si era ritrovato la carrozzeria della propria auto crivellata da alcuni colpi d’arma da fuoco. Per gli investigatori i due raid potrebbero anche essere collegati tra loro. All’origine potrebbe esserci la guerra tra bande scatenata per il controllo dello spaccio di droga sulle piazze di Ciriè e su quelle di alcuni comuni limitrofi.

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