raid no vax
Cronaca
IL FATTO. Imbrattati anche muri e pietre d’inciampo

Raid No Vax davanti al D’Azeglio e al Volta: «I vaccini uccidono»

I vandali si sono firmati con la sigla “Vi – v i ”, un gruppo che si organizza in chat e che ha già colpito in altre città

È stata un’amara sorpresa per gli studenti e i professori professori dei licei D’Azeglio e Volta che ieri mattina, entrando a scuola, hanno trovato gli ingressi imbrattati da scritte No Vax. Sui marciapiedi e sui muri spuntavano i simboli del gruppo “Vi-Vi” e tante ingiurie contro vaccini e vaccinati: “I vax uccidono”. “3k morti. Nazisti”. “Salvate i bambini”. Via Parini, la strada su cui affaccia il liceo classico D’Azeglio, era costellata da scritte a bomboletta spray: il raid vandalico non ha colpito soltanto strade e marciapiedi, ma anche i muri della scuola e il rivestimento in travertino dell’edificio del bar di fronte, con un teschio disegnato, e le colonne in pietra del porticato. Imbrattate con le due “vi” cerchiate anche le due pietre d’inciampo davanti all’ingresso del classico, dedicate alla memoria di Virginia Montalcini e Francesco Tedeschi, due ex studenti ebrei del liceo D’Azeglio deportati da Auschwitz nel 1944.

I No Vax, però, non si sono fermati e hanno imbrattato anche un’altra scuola del centro città, il liceo scientifico statale Alessandro Volta. Diverse scritte sono infatti apparse sul marciapiede all’ingresso della sede di via Juvarra, di fronte all’ospedale Oftalmico. “I Vax uccidono”, “Giovani salvatevi”, “Gp uguale Nazi Pass”, “3k morti”, le frasi sull’asfalto, più un richiamo al secondo comma dell’articolo 32 della Costituzione, dov’è riportato che solo la legge può obbligare a determinati trattamenti sanitari. Anche in questa circostanza, gli autori si sono firmati con la sigla “Vi-Vi” e hanno utilizzato la stessa vernice rossa.

Il gruppo “Vi-Vi” finora ha messo a segno numerose iniziative analoghe, chiamate “asfaltos” dagli attivisti, soprattutto in Emilia Romagna e Lombardia, ma anche in altre località italiane, compresa la provincia di Cuneo. I sostenitori si ritrovano in chat articolate in vari livelli in cui ricevono una sorta di addestramento, con indicazioni su come devono agire e su quali sono gli slogan da utilizzare. Una delle raccomandazioni principali è quella di restare rigorosamente anonimi. In una delle scritte, nella parola vax la “a” è cerchiata come nel simbolo che tradizionalmente si attribuisce all’anarchia.

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