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LE INTERVISTE. Rabbia e sconforto anche tra gli studenti

«Ragazzi abbandonati». La didattica a distanza preoccupa le famiglie

Solo alcuni studenti delle superiori sembrano abituati. «Le scuole dovrebbero essere le ultime a chiudere»

Studenti e genitori in protesta contro il nuovo lockdown della scuola e il ritorno della Dad. «Non ci sono dati specifici sui contagi tra le mura scolastiche, ancora una volta si penalizzano gli studenti» spiegano la giovane Anita e la mamma Cristiana Perrone che lunedì promettono battaglia in piazza Castello insieme a compagni ma anche tante mamme e papà che non ce la fanno più a sobbarcarsi un doppio carico di fatica: lavorare e badare ai figli. E se gli studenti delle superiori si dividono sulle lezioni al pc, il discorso cambia radicalmente per gli studenti delle seconde e terze medie che da lunedì rimarranno tutti a casa. «La scuola dovrebbe essere l’ultima a chiudere e la prima a riaprire, invece accade l’esatto contrario» protesta Marta Pastorino, in attesa dei figli fuori dalla media Calvino di via Sant’Ottavio: «Dalla prossima settimana rischiamo di essere in sei in casa, non si è lavorato abbastanza sulla prevenzione e così si compromette perennemente la fase evolutiva di tanti bambini e ragazzi». Come lei la pensa il papà Antonio Ascione: «I nostri figli vengono di nuovo abbandonati, non riescono a seguire sei ore di didattica al computer». Cristina Marchese ha due figlie: Sveva frequenta la prima media e lunedì andrà a scuola mentre Eleonora, studentessa del liceo Gobetti, rimarrà a casa. «Sono preoccupata per la più piccola che sarà a lezione in presenza, bisognerebbe però adottare una linea guida comune per tutti, non ha senso questa disparità».

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