Raffaella Carrà (Depositphotos)
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Raffa la goliarda

Ieri con Raffaella Carrà se n’è andato un altro pezzettino della mia gioventù: nel 1967 guidai il commando di goliardi della Contea che la “rapirono” al teatro Alfieri, dove era la soubrette di Macario, per restituirla la sera dopo contro un riscatto di 2 casse di Barolo. Ratto combinato, ovvio. Noi goliardi allora entravamo gratis a fare la claque e dopo aspettavamo gli attori all’uscita. Quasi sempre il capocomico invitava il Pontefice e qualche dignitario a cena con la compagnia, e così aveva fatto Macario. A tavola, tra una risata e l’altra, avevamo proposto a Raffa il rapimento, che lei aveva accettato sperando che fruttasse un trafiletto sullo spettacolo. La riluttanza con cui si lasciò spingere strillando nella Fiat 1800 del papà di Giorgio fu ben simulata. Giorgio sgommò via e Pappo, al suo fianco, gettò dal finestrino la grande pergamena arrotolata con la richiesta del riscatto. Dietro, io e Bandan, con lei in mezzo. Prima la portammo nella sede della Vola della Contea. Foto, film, brindisi, e poi a cena dalla sorella di Bandan. Dopo, nella “cella” (un hotel fuori Torino) le facemmo trovare le rose rosse sul letto. Giorgio restò di guardia tutta la notte fuori dalla camera, ma per scena: lei non sarebbe mai scappata. Il giorno dopo pranzammo tutti a Candiolo. Durante tutto il ‘sequestro’ lei fu deliziosa: disponibile, fresca, allegra e spiritosa come fosse stata goliarda anche lei. D’altra parte aveva 24 anni e il sangue romagnolo. La sera, a teatro pieno, la portammo in catene sul palco e ritirammo il Barolo, che ovviamente durò poco. Mi restano le foto, il film e il bel ricordo. Il resto, cara Raffa, è passato. Arrivederci.

collino@cronacaqui.it

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Buonanotte
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo