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Cronaca
FROSSASCO

Raccolte più di 4mila firme per dire «no all’inceneritore»

Contro il progetto della Kastamonu è rivolta anche nei comuni vicini

Sono 4mila le firme raccolte dai cittadini del gruppo di “Frossasco Ambiente” contro il coinceneritore di rifiuti che potrebbe essere realizzato nella sede dell’ex Annovati, oggi della turca Kastamonu, per bruciare i residui di produzione.

Delle più di 4mila firme, 876 sono dei residenti frossaschesi e oltre 3.500 di abitanti dei Comuni limitrofi. Nella petizione, consegnata in Comune il 18 ottobre, si rivolgono al sindaco, Federico Comba, per chiedere «un dibattito pubblico aperto alla cittadinanza; di attivare un tavolo di lavoro fra le Amministrazioni locali del pinerolese, associazioni, comitati ambientali e cittadini per condividere una strategia comune, raccogliere e portarne le istanze nel procedimento autorizzativo e in caso di avvio istituire una commissione di monitoraggio; di impegnarsi affinché non vengano concessi ampliamenti interni ed esterni; di non concedere ulteriori ampliamenti delle aree produttive uso industriale a Frossasco».

Le richieste della petizione saranno discusse in una seduta del consiglio comunale che si terrà entro il 5 novembre. Una raccolta firma sostenuta anche dal gruppo di Minoranza Vivere Frossasco. «La posizione dell’amministrazione di Frossasco non è chiara – commenta la consigliera Rosanna Napoli (Vivere Frossasco) – e spetta a lei decidere se effettuare le varianti urbanistiche necessarie al proseguimento del procedimento autorizzativo del progetto, che si svolge in Città Metropolitana. Mi auguro che la petizione possa aprire un dialogo con l’Amministrazione».

Nei giorni scorsi era inoltre stata pubblicata una lettera aperta dell’ex sindaco Franco Cuccolo, il quale si è rivolto all’attuale primo cittadino invitandolo ad ascoltare la popolazione: «Chieda fermamente che vengano rispettate da tutti, amministratori e tecnici, le normative vigenti che anche Kastamonu doveva conoscere prima di comprare e di presentare il progetto. Facciamo in modo che nessuno si permetta di passare sopra le nostre teste».

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