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Cronaca
VIA LEONCAVALLO

Raccolta firme per il portico: «Bisogna salvare l’ex Ceat»

I cittadini vogliono convincere l’assessorato della bontà del progetto

Clochard che dormono giorno e notte, bivacchi, ripari di fortuna, degrado. Continua a non risolversi il problema del portico di via Leoncavallo, da troppi anni trasformato in un dormitorio a cielo aperto. Per questo motivo i residenti dell’ex Ceat, nel quartiere Barriera di Milano, stanno pensando a organizzare una raccolta firme. Con la speranza di riuscire a far sentire la loro voce. «E’ una criticità che già in passato ha portato a risse e incendi – racconta Roberto, un residente -. Chiediamo all’amministrazione di mettersi una mano sulla coscienza per provare a trovare una soluzione».

Su via Leoncavallo, a dirla tutta, ci sarebbe persino un investimento complessivo del Pnrr ma la cancellata – tanto voluta – non risulta inclusa nel progetto. «O lo modificano o diamo parere negativo» è il commento del presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto. «Vogliamo la collocazione della cancellata perché vent’anni di segnalazioni sono decisamente troppi – continua Lomanto -. Sappiamo anche che queste persone non spariranno, per questo vogliamo creare un percorso condiviso che tenga conto dei clochard che gravitano in quell’area».

Lamentele e appelli, negli ultimi mesi, ne sono arrivati anche da Acmos e Gruppo Abele, sempre a causa della presenza dei materassi che finiscono per bloccare le uscite di sicurezza della sala polivalente. Un rischio elevato dal punto di vista della sicurezza. Invece in Sala Rossa, poche settimane fa, si era discusso dell’ipotesi di collocamento di altre strutture di accoglienza temporanea, una delle quali proprio vicino al portico delle polemiche di via Leoncavallo.

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