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Cronaca
CORSO LECCE

Raccolta firme per cacciare gli abusivi: «In balia di rifiuti e di risse notturne»

Nel mirino degli inquilini delle popolari ci sono i soliti quattro alloggi occupati dai rom

Risse, schiamazzi, rifiuti abbandonati nelle parti comuni. Ancora una volta al centro della discussione ci sono gli appartamenti Atc occupati da alcuni nomadi, in corso Lecce 33. Situazione che sta andando avanti da dicembre, tra infiniti problemi e il malcontento delle famiglie del comprensorio popolare che ora stanno pensando ad avviare una raccolta firme per chiedere lo sgombero degli abusivi.

Nel mirino comportamenti incivili, provocatori e minacciosi nei confronti degli inquilini. Con la grana dei bambini rom lasciati liberi in cortile, le auto rigate e i tergicristalli rotti. Ultima in ordine di tempo è la rissa scoppiata l’1 maggio, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. «Usano il cortile come se fosse un’area da pic nic – dichiara Claudio Demetrio, portavoce dei residenti -. Si sono azzuffati tra di loro picchiando anche una donna. Mia madre ha dovuto chiamare i poliziotti per placare gli animi». Il vero dramma – però – è la totale mancanza di igiene con le aiuole vicino ai bidoni ostruite dalle masserizie. «Abbiamo sollecitato anche Amiat per lo sgombero dei rifiuti, ma non si è visto ancora nessuno» spiega una residente.

A preoccupare gli inquilini è il timore di nuove occupazioni. Un timore infondato, in realtà. Per contrastare le continue occupazioni abusive Atc ha dato il via ai lavori per l’installazione degli antifurti all’interno degli alloggi popolari vuoti. Un maxi intervento voluto dall’Agenzia che a dicembre ha firmato in Prefettura un protocollo con Comune e Regione per la prevenzione e il contrasto alle occupazioni abusive di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

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