Lo Russo e Cirio davanti all’hub del Valentino
Politica
LA CORSA AL QUIRINALE

Quirinale, Lo Russo: «Berlusconi inadatto» Cirio: «È prematuro». Sondaggio: scegli tu il prossimo capo dello Stato

Un siparietto tra sindaco e governatore

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Prosegue il nostro sondaggio in vista dell’elezione del Presidente della Repubblica Italiana. In basso la classifica aggiornata.

Draghi, Berlusconi, Mattarella bis? Il “Toto-Presidente” continua a entusiasmare gli animi dei torinesi e ieri anche il sindaco Lo Russo e il presidente Cirio hanno svelato le loro preferenze, o per meglio dire i loro auspici, in un “siparietto” prima di far visita all’hub vaccinale del Valentino. Tra i bookmakers il favorito a diventare il futuro capo dello Stato è il nostro premier Mario Draghi, seguito da Marta Cartabia e Pier Ferdinando Casini. Nel nostro sondaggio è invece Berlusconi il primo in classifica, e anche il presidente della Regione Alberto Cirio (che comunque ha voluto precisare che «ogni valutazione è prematura, in questo momento io mi occupo della campagna vaccinale, non delle votazioni per il Qurinale) ieri ha fatto una sorta di endorsement, o difesa d’ufficio, all’ex Cavaliere, rivolgendosi al sindaco: «Per fortuna voto io e non tu» ha scherzato il governatore, dopo che Lo Russo ha espresso perplessità sulla figura di Berlusconi a Montecitorio, dicendo «che non rappresen- ta la figura più adatta per diventare il prossimo presidente della Repubblica. Ovvero, il leader di Forza Italia non può essere il presidente di tutti» ha ribadito il primo cittadino di Torino. «L’auspicio è che venga individuato un presidente che abbia ca- ratteristiche di autorevolezza internazionale, trasversale, che sia una persona competente e possa rappresentare un elemento di garanzia per tutte le forze politiche» ha concluso Lo Russo, aggiungendo «eviterei però di collegare il Quirinale con le sorti del governo. Sono due cose diverse. Spero davvero che tutti coloro che saranno chiamati a votare a partire dai parlamentari e dai delegati delle regioni mettano da parte l’appartenenza, la maglietta del loro partito e la convenienza politica della loro traiettoria personale ponendo al centro l’interesse del paese nell’individuare una persona che effettivamente possa rappresentare la figura in cui tutti gli italiani si riconoscono. Una decisione importante soprattutto in una fase storica come quella che stiamo vivendo visto che siamo in una piena emergenza pandemica e nell’imminenza della sfida che attende le amministrazioni nell’utilizzo dei fondi del Recovery». Sulla decisione di Mattarella di non intraprendere un secondo mandato, il sindaco ha detto: «Occorre rispettare le sue volontà, ma trovo suggestivo che gli stessi che qualche anno fa ne chiedevano l’impeachment ora siano in prima linea per chiedergli di restare al Quirinale. E che questo avvenga con assoluta assenza di dibattito. A me sembra che Mattarella sia stato un grandissimo presidente, in grado di interpretare perfettamente il ruolo istituzionale: è stato indipendente dalle pressioni talvolta anche moleste da parte di partiti politici e organi parlamentari, dimostrando grandi doti di equilibrio, e penso che gli italiani debbano essergli grati e rispettare la sua volontà che ha chiaramente espresso». Nel frattempo a livello nazionale cresce il partito del Mattarella bis tra Pd e 5 Stelle. Il leader del Pd. «Mattarella bis sarebbe il massimo» ha detto Enrico Letta che però teme Berlusconi: «La sua candidatura è molto seria. Ho notizie di parlamentari del nostro gruppo che hanno ricevuto una telefonata di Berlusconi in questi giorni. Il negoziato con il centrodestra non decolla finché c’è il suo nome sul tavolo». Nei nostri sondaggi l’ex Cavaliere vola, con il 29% delle preferenze, seguito da Bersani al 17% e Draghi al 18%.

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