ROME, ITALY - JANUARY 24: Parliamentarians cast their ballot during the first round for the election of the new Italian President at the Chamber of Deputies, on January 24, 2022 in Rome, Italy. The Italian parliament will convene on January 24 to begin voting for a new head of state to replace the outgoing Sergio Mattarella. (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)
Politica
Il racconto della giornata in Parlamento

Quirinale, fumata nera: il primo giorno di voto regna la scheda bianca

Dall’urna spuntano i nomi di Alberto Angela, Mauro Corona e Bruno Vespa. Oggi la seconda chiamata

«Bianca… Bianca… Bianca…». Nulla di fatto, è ancora tempo di trattative per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica Italiana. La prima giornata di voto alla Camera si è chiusa con la classica fumata nera: il conclave non ha deciso chi sarà il Capo dello Stato, anche se l’ipotesi che potesse essere Alberto Angela o Dino Zoff a prendere in mano le redini del Paese ha strappato più di un sorriso. Non è una novità infatti che alla prima chiamata, in mezzo a un mare di schede bianche, ci sia spazio per qualche candidatura “fuori dal recinto della politica”. Largo dunque al conduttore del Grande Fratello Alfonso Signorini, lo storico Alessandro Barbero e Bruno Vespa. Voti anche per il conduttore della Zanzara Giuseppe Cruciani, lo scrittore Mauro Corona e Amedeo Sebastiani, in arte Amadeus.

Tornando alla rosa dei candidabili, il primo nome uscito dallo spoglio è quello di Elisabetta Belloni, direttrice del Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza) ed ex segretario generale della Farnesina, il cui profilo è stato da più parti tirato in ballo nelle ultime settimane. Tra le donne in lizza per sedere al Colle risuonano nell’aula anche i nomi della senatrice Liliana Segre e della ministra alla Giustizia Marta Cartabia. Dall’urna esce poi il nominativo di Silvio Berlusconi, a poche ore del suo ritiro ufficiale; seguono quelli di Pier Ferdinando Casini, Giuliano Amato, Pier Luigi Bersani e Sergio Mattarella, ieri alle prese con il trasloco dalla sua casa di Palermo. Porta a casa oltre 30 voti anche Paolo Maddalena, candidato dagli ex grillini e qualcuno vorrebbe al colle Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania. Un solo voto per Ugo Mattei, il professore di Torino noto per le sue posizioni no green pass.

Alla fine dello spoglio manca il quorum e oggi si ricomincia, ma se c’è un’immagine che più di tutte resterà impressa nella mente di chi ieri ha assistito alla prima giornata di voto è quella di deputati e senatori che si disinfettano continuamente le mani. Un movimento quasi rituale, simbolo dei tempi che stiamo vivendo e di come il Covid sia stato il vero protagonista di questa elezione. Prima la chiamata, poi il passaggio al dispenser di gel igienizzante e, infine, la consegna della scheda, con cui gli elettori sparivano all’interno delle cabine rosse posizionate al centro dell’aula. Una volta depositato il proprio voto nell’urna, un nuovo passaggio di disinfettante prima di uscire dalla sala. Il tutto all’insegna del distanziamento sociale. E così le strette di mano hanno ceduto il passo ai gomiti alzati e alle occhiatine sopra le mascherine Ffp2.

Le votazioni sono iniziate puntuali alle 15, prima i senatori, poi i deputati e i delegati regionali. È Umberto Bossi, fondatore della Lega, il primo dei 1.008 grandi elettori a rispondere alla chiama e a depositare la scheda nell’urna. Il Senatùr è stato accompagnato in aula in sedia a rotelle e, lasciando il Palazzo, ha pronosticato che «alla fine verrà fuori un nome condiviso» e che questo nome potrebbe essere proprio quello di Mario Draghi. Nel frattempo, «anche io ho eseguito l’ordine di scuderia». Ovvero, scheda bianca, regina indiscussa del primo scrutinio. Quello che invece risulta inedito è il seggio “drive in”, allestito nel parcheggio di Montecitorio per i grandi elettori positivi al Covid. Il primo ad arrivare in ambulanza è stato l’ex governatore della Sardegna Ugo Cappellacci. «È avvenuto tutto in massima sicurezza» racconta all’Ansa il deputato di Forza Italia, «Non avendo l’auto mi sono organizzato con un’ambulanza» spiega, mentre poco dopo alla deputata No Vax Sara Cunial sarà impedito di votare in quanto non in possesso del green pass. «È l’unico parlamentare della Repubblica italiana a cui viene impedito di votare» sottolinea il legale della Cunial. «Un documento burocratico-amministrativo non può subordinare al diritto di votare per il Presidente della Repubblica – ha poi commentato alle telecamere la deputata del Gruppo misto -. Qualcuno si assumerà la responsabilità di dire che io non posso entrare, siamo pronti a invalidare l’elezione».

Mentre all’interno della Camera proseguivano i lavori (alle 19.42 è toccato ai deputati regionali), fuori impazzavano le trattative. Non c’era onorevole ieri che non controllasse ossessivamente il proprio cellulare, in cerca di notizie fresche di agenzia sugli incontri in corso. Il leader della Lega Matteo Salvini, completo scuro e mascherina tricolore d’ordinanza, fa appena in tempo a depositare il proprio voto nell’urna che subito tira fuori lo smartphone dalla tasca della giacca.

Mentre alla Camera si procede con i lavori, negli uffici dei gruppi parlamentari, proprio accanto a Montecitorio, viene recapitato un mazzo di fiori per “l’avvocato e onorevole Maria Elena Boschi”, presidente dei deputati di Italia Viva. Una composizione di candidi lilium bianchi. Come le schede, 671.

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