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LUNGO DORA

“Qui non si chiude più occhio”. Via alla petizione anti-bivacchi

Duecento residenti chiedono di estendere la stretta sulla vendita di alcolici

Senza l’ordinanza del Comune di Torino che vieta il consumo di bevande alcoliche le sponde del lungo Dora Napoli sono tornate ad essere terra di conquista per gli amanti del bivacco. Fattore che ha convinto i residenti del quartiere ad avviare una raccolta firme, per sensibilizzare le istituzioni verso una piaga che ogni estate provoca notti insonni. Così ogni sera bottiglie di birra e cartocci di vino finiscono sempre nelle mani di beoni e disperati oppure per terra tra i cestini e la ciclabile. A uscirne sconfitto, tanto per cambiare, è sempre l’igiene. Alberi scambiati per orinatoi, immondizia in quantità industriale davanti alle panchine e lattine di birra che spuntano come funghi sono solo alcune delle noti dolenti. A non mancare sono anche i soliti schiamazzi notturni dovuti all’eccessivo consumo di vino e di birra.

«La protesta corre per circa duecento metri – racconta Alex, un commerciante di lungo Dora -. Spaccio, schiamazzi , bivacchi e attività malavitose danneggiano tanto le famiglie quanto gli esercenti onesti. I locali aperti tutta la notte portano disagio nonché atti vandalici e risse, logica conseguenza dell’abuso di alcol». E le polemiche, ancora una volta, finiscono per essere all’ordine del giorno. Nonostante i controlli di polizia e carabinieri si siano fatti più serrati nelle ultime settimane, arrivando a garantire anche la chiusura di un circolo per novanta giorni. «La gente non ne può più di questi battibecchi continui – continua Piero, un residente -. Chiederemo qualche controllo anche nelle ore pomeridiane, tra corso Giulio e via Mondovì si continuano a vendere birre che dopo qualche ora finiscono dritte sui marciapiedi o davanti ai portoni delle case».

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