Ciechi
Cronaca
LA DENUNCIA

«Qui i ciechi non possono prelevare», pensionato costretto a chiamare il 112

La disavventura di un cittadino: «Il bancomat non è abilitato per i non vedenti»

Prelevare i soldi al bancomat dovrebbe essere un’operazione semplice da effettuare, a portata di tutti, ognuno con le proprie diversità e caratteristiche. Eppure, per i ciechi, a volte quella che dovrebbe essere un’azione facile, che rientra nell’ordinario, diventa un’impresa faticosa e piena di ostacoli. Ieri Sergio Muzzolon, da alcuni anni non vedente, con l’inseparabile e fido cane guida Fuego, uno splendido esemplare di labrador addestrato alla scuola per ciechi di Scandicci, è andato da casa propria (in zona Mirafiori) in piazza Galimberti, per prelevare al bancomat della filiale Unicredit.

Erano le otto e mezza e Muzzolon ha subito riscontrato un primo disagio: «I bancomat – racconta – non sono abilitati per i ciechi, ovvero non sono parlanti». Così Muzzolon e Fuego hanno cercato di entrare dentro alla filiale per chiedere aiuto. «Niente da fare – spiega il residente di Mirafiori – non ci hanno aperto. Ho telefonato, e un impiegato mi ha risposto che non poteva fare nulla e che sarei dovuto tornare mercoledì. Io però avevo bisogno dei soldi subito, che modo di fare è?». Rimasto senza parole, Muzzolon ha aspettato fuori dalla banca e ha chiamato il 112.

«Dopo vari rimpalli tra carabinieri e agenti e cadute di linea – sottolinea – un vigile molto gentile si è preso a cuore il problema. Ho atteso un’oretta, e sono poi riuscito finalmente ad entrare in banca». Questa volta Muzzolon è stato accolto con estrema gentilezza: nessun impiegato gli ha detto di tornare. Anzi, precisa lui: «La signora che mi ha servito è stata veramente disponibile. Ha aperto subito la porta a me e Fuego, facendoci passare dall’ingresso laterale e non da quella girevole, dove uomo e cane insieme non ci stanno. Ci ha fatti accomodare e ha ascoltato la mia esigenza permettendomi di prendere dal mio conto i soldi che mi servivano per fare la spesa e risolvere altre incombenze».

In questo periodo Sergio, per motivi familiari, è solo a sbrigare commissioni e faccende domestiche: aveva davvero bisogno quindi, che qualcuno risolvesse il disguido in tempi veloci. Ora, l’auspicio di Muzzolon e di tutti i ciechi, è che i bancomat della filiale (ma non solo di quella) vengano resi accessibili anche per chi non vede. «Una volta – racconta Muzzolon – quando era ancora aperta la sede di Unicredit in via Montevideo, era tutto perfettamente funzionante. Poi hanno chiuso l’ufficio, convogliando i clienti in piazza Galimberti».

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