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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Questa non è Hollywood…

Luca Zingaretti si sta preparando. A breve, brevissimo, probabilmente già oggi, sarà sul set del suo “Il Re” nell’ex carcere Le Nuove per le riprese della seconda stagione della serie rivelazione di Sky. Ecco uno dei cinque grandi titoli insieme con “Anima gemella” di Canale 5, “La bella estate” dedicata al romanzo pavesiano, “Cuori” di Raiuno, “L’amica geniale” e il film spagnolo “Birds” (di cui si sono appena concluse le riprese) che in contemporanea si stanno girando sotto la Mole. Un evento sì, per una città che ambisce a diventare capitale del cinema facendo per ora però esclusivamente da succursale dei Big romani o stranieri con le sue location, le comparse, le maestranze. Per essere davvero industria nell’universo della settima arte e non soltanto set, manca la produzione.

Quella macchina in grado di pensare, scrivere e realizzare sotto la Mole grandi serialità o film, così come nella natura di una città che il cinema ha contribuito a far nascere. È qui che grazie a Giovanni Pastrone hanno visto gli albori i primi kolossal, per esempio. Oggi mancano tasselli importanti, tasselli che potrebbero fare svoltare davvero la città a indotto di se stessa. A una macchina in grado di fare soldi.

SOLO UNA LOCATION
Il ruolo di Torino oggi è sostanzialmente quello di una grande location a cielo aperto e non solo, per via della sua bellezza e della facilità con la quale le sue strade si prestano alle riprese rispetto, per esempio, al caos capitolino. Un ruolo che grazie alla Film Commission Torino Piemonte, fondazione costituita nel 2000 da Regione Piemonte e Comune il cui scopo è la “promozione del territorio attirando produzioni”, ricopre perfettamente. La Fondazione è stata finanziata nel 2021 con 2,8 milioni di euro: 2 dalla Regione, 310mila euro dal Comune, 270mila dalla Compagnia di San Paolo, 50mila dalla Camera di Commercio, 67mila dalla “Riserva disponibile”. Per l’anno in corso, la previsione è di tornare ai livelli pre Covid, con più di tre milioni di euro.

QUANTO SPENDE
Tra i costi della Fctp, pari a circa 1.493.073 nel 2021, si segnalano anche la cifre destinate alle produzione grazie ai contributi per il Piemonte Doc Film Fund (420mila euro), Piemonte Film TV Development Fund (280mila euro), Short Film Fund (50mila). Piccole cifre che potrebbero aumentare se solo chi gestisce i fondi pubblici mettesse mano al portafogli per aiutare un’industria made in Piemonte e produrre denaro.

LE RICADUTE
I guadagni il cinema li porta. Le ricadute esistono, produrre film, oltre che realizzarli, genererebbe denaro. Per fare degli esempi, durante le 12 settimane di preparazione e le 2 di riprese nel 2019 del film hollywoodiano “The King’s Man” – che hanno coinvolto il centro, il Lungo Po e la Reggia di Venaria – sono stati coinvolti 100 professionisti locali e 1.400 figurazioni – oltre ai 400 membri della troupe – con una ricaduta sul territorio stimabile intorno a 5,2 milioni di euro. Per non parlare di “Fast & Furious” che nei dieci giorni in cui è stato realizzato parte del rocambolesco inseguimento (il quale in realtà non è ambientato qui, forse, la città non sarà neppure riconoscibile se non ai torinesi stessi: come ne “La poetessa dei Navigli” dove Torino in realtà e Milano) la ricaduta è stata di 4,2 milioni di euro. Ogni film destinato al grande schermo o una lunga serie tv sono in grado di generare un milione di euro di ricaduta. Dove per ricadute, si intendono le paghe di comparse e tecnici ingaggiati sul posto, pernottamenti, ristoranti o catering, trasporti. Solo tra il 2020 e il 2021, in tempo di Covid ricordiamolo, sono stati realizzati in Piemonte 195 progetti, tra grandi film, fiction, documentari e videoclip. Ma ancora poco, se valutiamo che al momento, paradossalmente, ha maggiori ricadute il Tff (anche se non comparabili a quelle di eventi come il Salone del libro). A fronte, anche, di strade bloccate, traffico – come per “Fast & Furious” – e qualche disagio.

simona.totino@cronacaqui.it
andrea.monticone@cronacaqui.it

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