Quelle idee di ritorno…

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Certe idee sono come corpi celesti: prima o poi la loro orbita li riporta qua. E in politica, dove nessuno ha mai inventato nulla dai tempi di Giulio Cesare, capita che possano riaffiorare dopo mesi, o anche anni. Prendete quella della «pace fiscale» che si è intestato adesso Matteo Salvini: una specie di condono per il denaro nascosto nelle cassette di sicurezza, per consentire al possessore di riutilizzarlo alla luce del sole, quasi come i capitali «scudati» da far rientrare dall’estero («No, di quelli non parliamo. Se uno ha portato denaro all’estero sono fatti suoi» ha detto al riguardo il vicepremier). Ci pensò anche Renzi, a suo tempo, quando si calcolava che nelle banche ci fossero circa 200 miliardi “parcheggiati”. Poi accantonò il tutto: se il denaro provenisse da traffici criminali, “scudarlo” in cambio di un 15 per cento non passerebbe come riciclaggio? Poi c’è la telenovela dei minibot, che saranno pure nel contratto di governo ma l’urgenza con cui la Lega li ritira in ballo è sospetta. Buoni pubblici di piccolo taglio, cartacei e di libera circolazione. Una moneta alternativa, in pratica. Ma non possono non ricordare i miniassegni degli anni ‘70, fatti circolare dalle banche per ovviare alla carenza di monete, a causa dell’inflazione altissima. E tutto per mascherare ciò che questo governo non può permettersi di nominare, ossia la patrimoniale, che ne sancirebbe la caduta. Sciocchezze (il termine vero è più colorito) in malafede, giura il vicepremier. Ma con le orbite di comete e meteoriti non si può mai sapere…

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