fioriere 2
Il Borghese

Quelle fioriere così fastidiose

Lavoravo alla Gazzetta del Popolo quando via Garibaldi, l’ex via Dora Grossa del 1600, venne pedonalizzata. Erano gli anni ‘70 e per Torino fu una rivoluzione vera e propria scoprire che l’antico decumano, asse commerciale della città, all’improvviso veniva chiuso alle auto e vietato ai tram. Ricordo le polemiche, la rabbia, dei commercianti che temevano per i loro affari. Oggi, invece, è una delle vie dello shopping più apprezzate e, soprattutto un bel luogo di passeggio tra Palazzo Madama e la vista delle Alpi, su pietre che una volta conducevano alla via di Francia. Il segno che la viabilità, quando si integra con il territorio può persino generare un po’ di poesia. Sarà per questo che, a quarant’anni da quella utile trasformazione, sono impreparato, come torinese, di fronte alle pedonalizzazioni a macchia di leopardo che non capisco bene se scelte lanciando due dadi sulla piantina della città, oppure esaudendo richieste di un asilo, di una scuola, di un club o di una associazione. Tutto, pare a me che sono tutt’altro che un architetto paesaggista, affidato al caso senza un progetto che piloti queste piccole rivoluzioni che troncano le vie e impongono fastidiosi giringiri con l’automobile. L’esempio lo si trova in San Salvario che potrebbe essere ribattezzato “quartiere delle fioriere”, tante sono quelle poste a chiudere strade e corsi. Da corso Marconi a via Principe Tommaso, per arrivare ad un quadratino in via Lombroso, prima di finire in via Sant’Anselmo… Mi chiedo quale sia la logica, con il sospetto che sotto la cenere di questo fuoco rivoluzionario, sia la guerra all’automobile, più che un aiutino (già concesso con i dehors fai da te) ai commercianti soffocati dalla crisi.

fossati@cronacaqui.it

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