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Il Borghese

Quella voglia di normalità

Sulle strade si affacciano nuovi dehors: c’è chi se lo realizza con assi di legno e sedie scompagnate, chi sfoggia tavoli di design, in ogni caso tanti locali hanno colto al volo l’occasione offerta dal Comune di occupare spazi stradali senza pagare balzelli (certo, sono spariti centinaia di posti auto e forse si sarebbe dovuto controllare e bilanciare un poco di più, ma questa è u n’altra storia) e molti nostri quartieri assumono un aspetto “parigino”, nelle vie la movida cambia volto e diventa più familiare.

La sensazione, quando il sole inizia a calare e certi quartieri si animano, è che ci sia una città che ha voglia di vivere, di godersi questa estate così strana, di riprendere in mano quell’esistenza che il lockdown ci ha obbligati a modificare. Per lunghe settimane abbiamo accettato imposizioni, abbiamo ricalibrato orari ed esigenze, abbiamo imparato a districarci tra nuovi obblighi e un oggetto così strano come la mascherina è diventato prima strumento della quotidianità poi anche elemento di moda (molti negozi espongono ormai vetrini con mascherine abbinate ai modelli indossati).

Abbiamo tutti temuto che questa estate potesse non arrivare, almeno nel modo in cui eravamo abituati a considerarla: e così quelle riaperture che piano piano aumentano, quei punti verdi sparsi nella città, diventano oasi non solo di fresco o dove ascoltare musica o vedere un film. Lì, nei volti sorridenti, nei pantaloni corti e nei bicchieroni con la cannuccia, si incontra la voglia di normalità che è prima di tutto speranza. Dimenticando per un attimo le mancanze dello Stato o di chi di dovere, le false informazioni e i nuovi allarmi. Per un attimo, appunto. O per una sera.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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