IL REPORTAGE

Quella monorotaia simbolo di Italia ’61 in balia di calcinacci, scritte e dormitori

L’infrastruttura venne smantellata all’inizio degli anni ’70. Oggi è abbandonata al degrado

La monorotaia Alweg di Italia ‘61 è solo un ricordo

Quel che resta di Italia ‘61 è lì nel parco che ospita anche il Palazzo del Lavoro. Una grande infrastruttura tenuta in piedi da una serie di pilastri di cemento (14 dei 58 totali), dove un tempo transitava una delle attrazioni più note e ricordate dell’Expo per il centenario dell’Unità italiana: la celebre monorotaia Alweg. L’esperienza, però, fu assai breve, poiché terminò la sua attività pochi mesi dopo la chiusura di Italia ’61 e fu, come l’intera zona, sottoposta ad un progressivo degrado. L’infrastruttura della monorotaia, inaugurata il 6 maggio 1961, venne smantellata solo all’inizio degli anni ’70 dopo che il convoglio era stato mantenuto attivo ancora qualche anno dopo l’esposizione, soltanto il sabato pomeriggio e la domenica.

SOLO ABBANDONO
Oggi la monorotaia è solo un ricordo e la struttura che la ospitava ha ben altri problemi a cui pensare. Innanzitutto l’evidente degrado: i calcinacci che cadono, la sporcizia provocata dai piccioni che su quei piloni sostano giorno e notte, e le scritte dei soliti vandali. E poi di tanto in tanto, intorno a quel laghetto che si anima soprattutto d’estate, con gare amatoriali organizzate dagli appassionati delle barchette, capita di imbattersi anche in ricoveri per clochard. In primis cuscini, coperte e vestiti, nascosti per non dare troppo nell’occhio.

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