Disabili
Il Borghese

Quel Palazzo non è per tutti

Se fosse una barzelletta, sarebbe di cattivo gusto. Peccato che quella che vi voglio raccontare sia un’amara e triste verità. Il Comune che giustamente si preoccupa di creare una saletta con fasciatoio per chi arriva con un neonato fra le braccia (iniziativa assolutamente condivisa) di fatto è una sorta di trappola per chi non si muove sulle proprie gambe.

Ascensori rotti, rampe per l’accesso ai disabili bloccate da furgoni parcheggiati da chissà chi nell’aulico cortile. Alla faccia di un “disability manager” il quale, secondo le promesse della prima ora, avrebbe dovuto prendersi a cuore l’annoso e mai risolto problema delle barriere architettoniche, e che ancora non c’è.

Capita così che, mentre si aspetta una nomina che non arriva, il presidente della Consulta per le persone in difficoltà, ovviamente accompagnato dai suoi collaboratori che sospingono la carrozzina, finisca per essere letteralmente trasportato come un pacco verso la sala in cui era atteso per presentare immaginate cosa? Le iniziative per la giornata internazionale dedicata ai disabili.

Una via crucis tra corridoi, scale, ostacoli imprevisti. Una brutta figura, ma se fosse un caso, ci starebbe pure. Gli imprevisti capitano. Ma qui si tratta di ben altro: una disattenzione che va oltre la superficialità su un tema che dovrebbe stimolare il cuore ancora prima del cervello.

I disabili che purtroppo non sono solo quelli motori, ma anche i sordi, i non vedenti e anche gli anziani non sono cittadini di serie B. Semmai militano in Champions, per i sacrifici e la forza con cui conducono la loro vita. Nonostante l’indifferenza che li circonda. Vergogna.

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