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Musica
LA STAGIONE

Quel “Don Giovanni” di Riccardo Muti torna ancora al Teatro Regio

Il maestro napoletano in prima mondiale con il capolavoro di Mozart nel novembre del 2022. Sarà “La bohème” di Puccini a riaprire a febbraio il palco di piazza Castello

L’aveva promesso. Prima di accomiatarsi da Torino, nel marzo scorso, aveva detto: «Tornerò al Regio». Promessa mantenuta. Riccardo Muti salirà di nuovo sul podio di piazza Castello. Lo farà il 18 novembre del prossimo anno, questa volta con gli spettatori presenti, per dirigere la prima mondiale del “Don Giovanni” di Mozart, un nuovo allestimento del Regio (realizzato con il sostegno di Reale Mutua), co prodotto con il Teatro Massimo di Palermo e firmato da Chiara Muti. Nelle parole della commissaria uscente del Regio Rosanna Purchia, «un evento che rimarrà negli annali della storia della musica». Una vera chicca per la Stagione d’Opera e di Balletto 2022 del Regio, quella che si aprirà il 22 febbraio prossimo con “La bohème” di Puccini e che vedrà finalmente il ritorno del pubblico in teatro senza distanziamento, con una capienza del 100 per cento. «Ora aspettiamo solo che il governo tolga il distanziamento anche per gli addetti ai lavori – chiosa il direttore artistico Sebastian Schwarz -, perché un conto è programmare un’opera con 20 musicisti, un altro farlo con 80».

Muti, dunque, ma anche il direttore d’orchestra israeliano Daniel Oren, il basso Michele Pertusi, la stella della lirica italiana Annalisa Stroppa, l’étoile del Bolshoi Svetlana Zakharova, per citarne alcuni: grandi nomi in un cartellone composto da 10 titoli d’opera e 4 balletti che attraversano un arco temporale compreso tra il 1778 al 1968. Con una novità: il balletto non sarà, come da tradizione, solo nel mese di dicembre, ma entrerà anche nel calendario estivo del Regio Opera Festival, al Cortile di Palazzo Arsenale (il Regio chiuderà di nuovo da maggio a settembre per la seconda tranche di lavori).

Ad inaugurare la stagione la più volte programmata opera di Puccini, ma sempre rinviata causa lockdown, ovvero “La bohème” con i disegni originali della prima mondiale andata in scena al Regio nel 1896. Seguiranno altri titoli “al femminile”: la “Norma” di Bellini nella regia di Lorenzo Amato, la “Turandot” di Puccini diretta da Jordi Bernàcer, la “Carmen” di Bizet con la regia di Paolo Vettori, la “Tosca” di Puccini firmata da Daniele Abbado. E ancora la “Cavalleria Rusticana” di Mascagni con la regia di Gabriele Lavia, “Il diario di Anna Frank” nuovo allestimento del Regio dell’opera monologo di Grigorij Frid. E poi per la prima volta a Torino “La scuola de’ gelosi” di Salieri e “Don Checco” di Nicola De Giosa, oltre, naturalmente al “Don Giovanni” diretto da Muti.

Il balletto, un must delle feste natalizie, sarà con la Compagnia di Balletto dell’Opera di Tbilisi che porterà in scena “Carmina Burana e “Lo Schiaccianoci”, mentre il balletto estivo sarà nel nome del Béjart Ballet Lausanne. Da segnalare ancora il progetto “Falcone e Borsellino. L’eredità dei giusti”, con il maestro Marco Tutino.

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