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Il Borghese

Su quel bus c’era mia figlia

Il telefono è squillato poco dopo le sette. «Papà il pullman va a fuoco». Ho indossato una tuta e in auto ho raggiunto Torre Canavese dove mia figlia quindicenne era a bordo strada con altri compagni di scuola e l’autobus di Gtt stava bruciando. Dopo una mezz’ora era rimasta la sola carcassa.

Sono tempi duri per i genitori di ragazzi in età scolare, c’è il Covid, ci sono le mascherine da indossare, la temperatura da misurare all’alba, gli orari ballerini e quant’altro. Ma almeno si spera che i trasporti funzionino. Invece si vive con il cuore in gola, perché in epoca Covid anche gli autobus che trasportano i ragazzi vanno a fuoco.

Pazienza se quel bus avesse forato o si fosse fermato per un guasto meccanico, come potrebbe accadere normalmente. No, ha preso fuoco perché, lo denunciano i sindacati (Cgil, Cisl e Uil), i mezzi sono più che vecchiotti e non c’è nessuno che fa la manutenzione.

D’altra parte ciò che è accaduto ieri a Torre Canavese sulla linea Rivarolo-Ivrea, per Gtt non è una novità. Infatti, di recente la procura di Torino ha chiuso le indagini su altri autobus abbrustoliti in città e ha indagato tre manager della società. Vedremo ora come agiranno i magistrati di Ivrea.

E dire che i genitori degli studenti (me compreso), immaginavano che, almeno per quest’anno scolastico, Gtt si fosse organizzato, che i mezzi fossero stati revisionati, se non a prova di foratura, almeno a prova d’incendio. Ciò che è accaduto ieri sulla via che porta a scuola, invece, dimostra il contrario.

Non solo, a scorrere gli orari di quella linea extraurbana che serve mezzo Canavese, ci si accorge anche che gli orari e i mezzi in servizio sono gli stessi dello scorso anno. Non ci sono parole, se non un grazie, a nome di tutti i genitori, a quell’autista che ieri ha messo in salvo i nostri figli.

bardesono@cronacaqui.it

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