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Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

Quei motori del futuro

L’altro giorno un lettore ci scriveva ricordando una vecchia puntata di Portobello, con uno dei tanti geniali o strampalati inventori che apparivano in trasmissione: in questo caso, si trattava di un’auto che andava ad acqua! Un altro ricordo, sempre del nostro lettore, riguardava una Fiat 126 a energia solare. In effetti, senza scomodare autori di fantascienza o fumettisti, per un certo periodo si vagheggiava di auto a energia solare nel nostro futuro, così come magari i più estremi si spingevano a immaginare le auto volanti. Beh, le auto a pannelli solari sono state accantonate, se mai sono state prese in considerazione… Quanto a quelle volanti, questa estate ci racconta che abbiamo problemi anche con gli aerei, senza azzardare oltre. Però mi viene da pensare che, tanto tempo fa, vedevamo tutti un futuro in grado di coniugare ambiente e tecnologia: c’era forse ottimismo, o l’ingenuità di chi pensa che la soluzione di un problema sia sempre più semplice di quanto appaia, oppure la grande fiducia in uno sviluppo della scienza in grado di ricavare energia pulita e inesauribile. Era un’Italia, anzi era tutta una società, che uscendo da anni bui riusciva a credere che tutto sarebbe andato per il meglio. Invece, anche per colpa della nostra civiltà iperevoluta ma che ha scordato l’ambiente, vediamo bene che cosa abbiamo attorno. E con l’ingenuità ci siamo giocati la voglia di credere. Mah, consoliamoci: con quanto sta capitando, l’acqua per l’auto di quell’inventore lontano ci costerebbe più della benzina.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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