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Economia
IL FATTO Oltre 3 miliardi per Torino entro il 2026. Il punto sui fondi in occasione del tour nazionale “Italia domani”

Quasi 7 miliardi al Piemonte dal Pnrr

Una nuova forma di sanità territoriale, infrastrutture e digitalizzazione degli uffici pubblici nel futuro della Regione

Sorridono sornioni ai fotografi il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio fuori dalla Nuvola Lavazza. Poco dopo sarebbero arrivati ben due ministri del governo di Mario Draghi, in occasione del tour nazionale “Italia domani”, che mira a informare sull’andamento dei fondi del Pnrr. Nell’attesa, i due fanno i conti. «Per il Piemonte sono previsti 6-7 miliardi circa. Ne abbiamo già assegnati 4,6» fa sapere Cirio. «Oltre 3 miliardi di euro andranno a Torino da oggi al 2025-26 su diversi assi di sviluppo» gli fa eco Lo Russo.

«La concordia istituzionale serve affinché neanche un euro vada sprecato» aggiunge il primo cittadino. «Questo è il momento di andare d’accordo» il contro canto di Cirio. «Tutto quello che il governo vorrà darci noi lo sapremo spendere bene». I soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza promettono di cambiare il volto del Piemonte: un nuovo sistema sanitario di prossimità che potremmo definire “a chilometro zero”, grazie alle Case e gli Ospedali di Comunità; interventi di manutenzione scolastica, digitalizzazione di massa delle amministrazioni, ricerca e nuove infrastrutture. Il sogno sembra a portata di mano e così i due sorridono.

Il Pnrr va avanti

«Il Pnrr sta andando avanti. Abbiamo fatto una verifica con il Consiglio dei ministri. Sono 18 gli obiettivi già raggiunti. Altri 12 arriveranno questa settimana, fino a raggiungere l’obiettivo di 45 entro giugno. Stiamo rispettando le tempistiche» assicura il ministro all’Innovazione tecnologica, Vittorio Colao, ieri alla Lavazza. «Siamo in una fase di erogazione e questo territorio ha già saputo sfruttare alcune opportunità» prosegue. Neppure il conflitto in Ucraina sembra scoraggiare il governo. «Ricordiamoci sempre che il Pnrr è un piano a cinque anni – sottolinea ancora Colao -. Ci sono stati rincari, ma dobbiamo ancora stabilire quali e quanti sono. Insieme al ministro Franco poi stiamo disponendo misure compensative. Abbiamo anche visibilità di risparmi in alcuni settori». La digitalizzazione infine, unita a controlli ferrei, assicurerebbe l’immunità da eventuali infiltrazioni criminali nella gestione dei fondi europei.

Sanità a “km 0”

Per tutto il Piemonte sono previsti 524,7 milioni di euro per rivedere il Sistema sanitario alla luce delle nuove esigenze di prossimità e in chiave tecnologica, con la telemedicina. «L’obiettivo è quello di ridurre le distanze» spiega Chiara Goretti, coordinatrice della segreteria tecnica per il Pnrr. «C’è un impegno molto importante da parte del governo legato alla Missione 6» specifica. Vale a dire nella creazione di 82 Case della Comunità (finanziate con 121,8 milioni di euro) e 27 Ospedali di Comunità (oltre 66,4 milioni). È inoltre prevista la creazione di 43 Centrali operative territoriali (Cot) per coordinare i servizi domiciliari. Fondamentale inoltre il concetto di “interdisciplinarità”.

«Queste strutture – spiega ancora Goretti – opereranno anche sul sociale, in ambito pediatrico e per l’assistenza al cittadino. Saranno luoghi di vera presa in carico 24 ore su 24». E poi ancora 1,2 miliardi saranno spesi per infrastrutture e mobilità sostenibile, 268 milioni per le scuole e 233 per il Piano Urbano, che comprende – tra le tante cose – la revisione del sistema bibliotecario torinese.

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