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10 APRILE 1889

Quando la Mole Antonelliana doveva diventare una sinagoga

La comunità ebraica fece un passo indietro e migrò a San Salvario

Dopo una lunghissima costruzione, il 10 aprile 1889 la Mole Antonelliana fu solennemente inaugurata alla presenza delle autorità e per la prima volta i torinesi poterono ammirare il monumento dal suo interno. Ideata – come noto – inizialmente come sinagoga, la Mole è parsa subito spropositata rispetto alle limitate esigenze – e ai limitati fondi! – della comunità ebraica, tanto che i lavori sono rimasti interrotti per anni in attesa di reperire la cifra mancante.

Nel mentre, già tutti chiamavano quello smodato edificio la “mole” di Alessandro Antonelli: questo artista, che amava le costruzioni più ardite, realizzò anche la slanciata cupola di San Gaudenzio, a Novara, e la piccola ma geniale “Fetta di Polenta”, a Torino. Alessandro Antonelli aveva modificato più volte il progetto sfidando le leggi della fisica: un edificio in muratura alto 167 metri, con una guglia spropositata. Dentro, un ambiente immenso e completamente vuoto. A cosa sarebbe stato destinato? Gli ebrei decisero di fare un passo indietro: completare quel tempio sarebbe stato troppo dispendioso. Meglio ripiegare sulla più modesta sinagoga di San Salvario. La Mole rimase un gigantesco interrogativo fino al momento in cui il Comune di Torino decise di completarla a proprie spese, per farne un monumento in onore di re Vittorio Emanuele II.

Era il 1873, e i lavori erano fermi da cinque anni. Il cantiere proseguì fino al 1889, un anno dopo la morte dell’architetto Antonelli. Questo ingegnoso capolavoro architettonico attirò fin da subito gli interessi dei contemporanei. In occasione dell’Expo del 1884, una mongolfiera venne allestita in piazza Vittorio per trasportare i visitatori e far loro ammirare da vicino l’ardimentoso cantiere. Friedrich Nietzsche, che fu a Torino tra il 1888 e il 1889, dedicò alla Mole parole elogiative: «Sono passato vicino alla Mole Antonelliana, l’edificio più geniale che è stato forse costruito per l’assoluto impulso verso l’alto, non ricorda nient’altro se non il mio Zarathustra».

Geniale, ma debole: nel disastroso nubifragio del 23 maggio 1953, la Mole si spezzò e crollarono gli ultimi 47 metri della struttura in muratura. Furono lentamente ricostruiti e il monumento restaurato fu inaugurato il 31 gennaio 1961. Come noto, fu l’edificio in muratura più alto del mondo dal 1889 al 1908; è stato anche il più alto edificio di Torino, primato incrinato dopo la costruzione delle due torri dell’Intesa Sanpaolo e della Regione Piemonte (la prima, però, è stata gentilmente costruita qualche centimetro più bassa della Mole per non sottrarle il record). Resta tuttavia il simbolo della città di Torino: e quel primato non potrà toglierglielo nessuno.

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