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Buonanotte
EDITORIALE DEL GIORNO

Purché respiri

Sentendo i richiami amorosi degli uccelli nei boschi, vengono in mente tante cose. La prima è che gli uccelli richiamano UNA femmina, non QUELLA femmina in particolare. Chi segue i meravigliosi documentari sulla natura alla Tv, avrà di certo visto i molti espedienti usati dagli animali per accoppiarsi. Nei branchi in cui il capo domina il suo harem, la regola è sfidarlo e lottare per sbalzarlo dal trono. Tra gli uccelli, gli insetti e i pesci, invece, prevale la regola della proposta nuziale. C’è chi sfoggia piumaggi, chi si gonfia, chi fa danze complicate, chi canta, chi prepara nidi accoglienti e li arreda… Decide lei. E lui accetta la prima lei che ci sta. L’importante è che sia femmina. L’uomo nei millenni si è sempre ispirato alla natura, nei suoi comportamenti. Dall’osservazione dei branchi è nata la poligamia. Dall’attitudine di maschi e femmine ad accoppiarsi tra ‘parenti’ è nata la tolleranza dell’incesto nelle tribù isolate. Ma in natura si tratta sempre di femmine in calore. L’uomo invece è un mammifero le cui femmine sono pronte all’accoppiamento tutto l’anno, anche se sono fertili solo una volta al mese. E il maschio che fa? Invece di approfittarne accettando qualsiasi femmina, pretende di sceglierla e si astiene dalla copula se non trova quella giusta. Dedico queste riflessioni a tutti i maschietti che in primavera hanno l’ormone a palla. Vi auguro l’amore, ragazzi. Il batticuore, le farfalle nello stomaco. Fate pure le vostre danze, mandate i vostri richiami, ma non ripiegate su Onan solo perché quella che vi piace non ci sta. Allenatevi nel frattempo con quella che magari non vi piace tanto, ma ci sta. Così sarete più esperti quando l’altra si deciderà.

collino@cronacaqui.it

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