mario draghi
Il Borghese

Chi può dire no a SuperMario?

Chi avrà il coraggio di dire no a Mario Draghi? La domanda ha cominciato a serpeggiare non appena il presidente Mattarella ne ha pronunciato il nome. E, dopo una notte insonne per molti nei palazzi della politica, i primi a rispondere sono stati la stampa internazionale e i mercati, che hanno festeggiato con lo spread in discesa e con la Borsa che ha cominciato a volare, ancor prima che l’ex presidente della Bce scendesse in campo per i primi incontri. La prospettiva di un governo guidato da Super Mario piace, ma non solo: il gradimento accelera man mano che scorrono le ore con l’incontro al Quirinale con Mattarella e le voci sui segnali di apertura da parte dei partiti. Visto il grigiore, peggio ancora i timori, dei giorni scorsi mentre si dipanava con sempre maggiore difficoltà il tentativo di mediazione del presidente della Camera Fico, questa è senza dubbio una buona notizia. Sullo sfondo c’è la prospettiva di un governo di alto profilo, di fatto “un governo del presidente”, che taglia fuori i magheggi delle ultime settimane, le trattative per i ministeri, le guerre intestine. E infine la rottura di Renzi che già martedì sera è stato tra i primi ad alzare il calice. La domanda è se si tratterà di un governo tecnico puro, un governo politico o un mix delle due alternative. Meglio ancora: quanta politica vi sarà nel governo Draghi? Le risposte verranno dai partiti e se scopriamo i travagli dei Cinque Stelle che paiono invocare persino il ricorso alla piattaforma Rosseau, terrorizzati da una spaccatura che potrebbe essere fatale al Movimento, sugli altri fronti si registra una sostanziale disponibilità, nonostante le forti tentazioni di andare al voto, soprattutto nel centrodestra. Inizia una corsa contro il tempo, e Draghi ha fretta. E l’Italia pure.

fossati@cronacaqui.it

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