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Politica
L’INTERVISTA

«Puntiamo su turismo e cultura. E subito la riforma dei mercati»

Vittoria Poggio: «Le nostre imprese hanno reagito alla batosta del Covid»

Commercio, cultura e turismo. Tre “leve” dell’economia del Piemonte che l’assessore Vittoria Poggio non ha mai perso di vista, specie negli anni del picco pandemico di Covid. Lavorando di concerto con le amministrazioni locali per tenere unito un tessuto sociale e produttivo, spesso, messo alla prova dalla contingenza delle crisi. Il bilancio a questo punto del mandato pare positivo e punta a fare del turismo, ad esempio, il settore a cui affidare almeno il 10% del Pil, con un modello più «anglosassone» sui grandi eventi. Tra quelli per cui si sta lavorando, dopo Atp ed Eurovision, uno dei premi più ambiti della gastronomia mondiale. Senza dimenticare l’obiettivo di portare a casa la riforma dei mercati entro il prossimo anno.

Assessore Poggio, a che punto è il mandato?

«Partiamo dalla Cultura. Abbiamo approvato il piano triennale della Regione che finalmente consente agli “attori” del nostro territorio di programmare con più ampio respiro rispetto al passato».

In che modo?

«I contributi sono su progettualità triennali, ad esempio. Stiamo anche lavorando a una proposta di legge sulla valorizzazione delle lingue minori e del piemontese».

E sul commercio?

«Abbiamo introdotto e istituito i distretti urbani e diffusi, entro il 2024 contiamo di assegnare oltre 14 milioni di euro. Stiamo anche modificando la normativa sui mercati».

Il turismo è ripartito dopo anni difficili, come sta ora?

«Vive tra alti e bassi, un po’ per l’effetto pandemia e poi per la crisi che pesa sull’economia delle famiglie».

Il Piemonte è stata una delle Regioni che ha investito di più per la sopravvivenza delle imprese durante la pandemia…

«Sono rimasta sorpresa della reattività delle nostre imprese durante la pandemia. Con un eccesso di retorica si ripeteva che bisognava trasformare un momento difficile in una opportunità. Ho visto gli operatori della ricezione “prendere il toro per le corna” e mi sono detta: siamo fortunati. Il “voucher vacanza” ha aiutato ma la reazione è stata eccezionale. Il marketing è fondamentale, bisogna essere meno sabaudi e più anglosassoni».

Che significa?

«Dopo la pandemia Torino è tornata ad ospitare grandi eventi internazionali di grande successo. E i grandi eventi dimostrano quanto dicevo: abbiamo un grande “know how” e questo non ce lo toglie nessuno. Ma, attenzione, i grandi eventi sono un traino su cui puntiamo ma non devono essere dati per scontati. Oggi ci sono e magri domani non più, per questo dico che la capacità di organizzare grandi manifestazioni è importante ma anche la capacità di trattenerle e portarne altre. Il Piemonte è “hub” naturale di grandi eventi, non ci sono dubbi».

Quali occasioni intravede?

«Siamo in corsa per ospitare l’edizione 2024 dei «50 Best», il più importante evento mondiale della gastronomia che tanto per capirci ha un potere attrattivo simile a quello di Eurovision e delle Atp Finals. Il presidente Cirio ha avviato da tempo un dialogo costruttivo con Torino, abbiamo le carte in regola per portare a casa questo evento».

Oggi cultura e turismo che risultati portano in Piemonte?

«Lo scorso anno abbiamo consolidato un aumento dei pernottamenti del 40%, mentre la media di aumento in Italia è stata del 20%, e questo è un grande e bel segnale per il futuro, Il turismo non è solo un vanto. Certo siamo contenti perché tante persone vengono in Piemonte, in realtà turismo vuol dire posti di lavoro e ricchezza per la nostra economia. Il comparto conta oltre 46mila imprese che sono il 10% del totale regionale e circa 153mila addetti. La cultura regge ancora ma ha sofferto a causa della pandemia in un momento in cui aveva iniziato a camminare con le proprie gambe con la pianificazione triennale».

E lei quali obiettivi si dà per la conclusione del mandato?

«Portare a termine il lavoro sui distretti del commercio e cancellare il Vara (La verifica annuale sugli ambulanti in aree pubbliche, ndr) sostituendolo con un documento unico per eliminare un bel po’ di burocrazia e rendere più facile la vita di chi lavora sui mercati, contiamo di arrivare all’appro – vazione già entro fine anno per poi fare entrare in vigore la riforma entro il 2023. Sul fronte del turismo ci siamo dati l’obiettivo di arrivare al 10% del Pil del Piemonte, per questa ragione stiamo lavorando a un testo unico che metta insieme promozione e programmazione».

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