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IL CASO

Punti di primo intervento, il mistero della riapertura

Il Comune di Giaveno annuncia la data ma l’Asl smentisce. Coinvolta anche Venaria

Regna ancora incertezza sulla data di riapertura dei Ppi, ovvero i Punti di primo intervento, di Giaveno e Venaria. Chiusi da dicembre dell’anno scorso, causa aumento dei contagi covid e la riconversione in hub vaccinali di tutte e due le strutture, ieri mattina il Comune di Giaveno aveva divulgato la notizia della riapertura del Ppi cittadino a partire dal prossimo 1 aprile.

«Nei giorni scorsi ho incontrato la dottoressa Daniela Zanella, direttore del distretto Val Susa Val Sangone, che mi ha garantito questa data, come da indicazioni regionali e dell’Asl», afferma il sindaco di Giaveno, Carlo Giacone. Ma l’Asl To3, in una nota successiva, frena l’entusiasmo.

Portandosi oltre anche per quanto riguarda Venaria: «Confermiamo la ripresa a breve, compatibilmente con l’assistenza ancora necessaria per i pazienti covid, in entrambe le sedi. La data esatta si definirà nei prossimi giorni». Questo il messaggio, secco e diretto, che arriva dalla direzione generale dell’Asl To3. Che si può riassumere come una bacchettata verso lo stesso sindaco per la foga di comunicare la notizia.

Anche perché il fattore assistenza ai pazienti covid potrebbe tardare la riapertura: senza personale, infatti, la struttura non garantirebbe i servizi. In attesa di buone nuove, l’incontro tra Giacone e Zanella ha riguardato anche altri progetti riguardanti il Polo Sanitario di Giaveno e iniziative sociali per le famiglie in difficoltà.

«L’impegno di questa amministrazione è di salvaguardare e tutelare il nostro presidio – ricorda ancora Giacone – C’è un percorso, intrapreso con la Regione e l’Asl, riguardante la prossima trasformazione in Ospedale di Comunità, come previsto dalla Regione per l’utilizzo dei fondi del Pnrr. Per il territorio della Val Sangone questo significa il raddoppio dei posti letto nel Cavs (Continuità Assistenziale a Valenza Sanitaria) da 20 a 40, con ulteriori due posti letto dedicati alle cure palliative.

Al momento nel Cavs sono ancora ricoverati alcuni pazienti positivi al Covid. Appena saranno guariti e dimessi, si tornerà alla normale funzione del Cavs, a sostegno di tutti coloro che hanno patologie meno gravi», conclude Giacone.

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