Silvio Berlusconi (foto Depositphotos)
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EDITORIALE DEL GIORNO

Pullman osé

La battuta di Berlusconi alla cena di Natale della squadra di calcio del Monza, della quale è proprietario (“se battete la Juve vi mando un pullman di… signorine”) era un po’ spinta, d’accordo. Diciamo “da spogliatoio”, e chi ha giocato a calcio sa quanta disinibizione e spirito goliardico regnino in quell’ambiente dove si gira nudi, ci si doccia nudi e ci si fa ogni genere di scherzi. Battuta spinta, ma innocua. Invece ha sollevato l’indignazione generale, specie sui social. Anni di martellamento mediatico anti-Cav hanno prodotto nei sinistri questo riflesso pavloviano per cui Silvio va sfottuto o ripreso a prescindere, qualsiasi cosa insolita faccia o dica. “Ma lì non era in spogliatoio, c’erano delle signore” strillano i compagni perbenisti. Perbenisti solo in questo caso – aggiungo io – perché quanto a vizietti, parolacce, esaltazione delle forme più strane di sesso Lgbtqeccetera e promozione delle droghe “leggere” non si sono mai fatti mancare nulla. Ma il Cav no. Lui non può, neanche in privato. Lui non è libero di godere i servizi offerti dal più antico mestiere del mondo, e men che meno di offrirli a terzi. Invece Silvio va capito, nel suo approccio con l’altro sesso, che fortunatamente per lui è ancora l’altro. Ha una passione per l’amore mercenario, ma ciò è comprensibile in una persona che, essendo ricchissima, non ha mai potuto sapere se le donne che gli si offrivano lo facevano per amore o per interesse. Lo stesso vale per i giocatori di alto livello. E’ per quello che molti di loro come il Cav apprezzano il vituperato sesso a pagamento, che non dà problemi. Vai, paghi, fai e buonanotte. Infinitamente più sincero di tanti “ti amo” con l’amo dentro. Fare il pesce stufa.

collino@cronacaqui.it

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