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Buonanotte

Pulitzer mancati

Trovo insopportabili i (le) titolari di talk show e approfondimenti che da studio interrompono l’inviato sul posto per far domande insulse o chiedere all’intervistato di turno dettagli insignificanti, solo per sottolineare che i conduttori sono loro. Già è fastidioso quando l’intervistato ha l’auricolare, perché lo sfasamento col ritorno audio fa perdere tempo, genera incomprensioni, stop e sovrapposizioni. Ma quando non ce l’ha è peggio: l’inviato è costretto a ripetere la domanda fatta da studio, l’intervistato interrotto di brutto rischia di perdere il filo, e a noi tocca sentire più volte ‘sto casino. Un esempio? Ieri pomeriggio l’inviatodi Rai Tg24 stava intervistando il sindaco di Codogno dopo la visita di Mattarella. Interruzione di Paolo Poggio da studio: “Vedo Codogno tutta imbandierata, è la prima volta che ricevete un presidente della Repubblica?”. Subito il cameramen, avvisato dalla regia, fa una panoramica a 360°. Vigliacco se si vede una bandiera che sia una. Solo il tricolore d’ordinanza del Comune. E vabbè… Ma dopo un po’, mentre il sindaco spiega il dramma del Covid e dei troppi morti nel suo paese, Poggio s’intrufola di nuovo: “Ci dica, sindaco, ora che ha ricevuto Mattarella lei si sente più italiano”? Interrotto (e visibilmente seccato) il sindaco ascolta dall’inviato la ripetizione della domanda e allibisce. Se la fa dire una terza volta, talmente è idiota. Poi farfuglia “certo, fa piacere a chiunque, è un onore…” Poggio gongola come se avesse fatto uno scoop. Non c’era da aspettarsi altro dal cronista che chiedeva in diretta ai terremotati dell’Aquila: “come ci si sente davanti alla propria casa crollata?”. E noi paghiamo il canone.

collino@cronacaqui.it

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