Coppia di centauri speronata alla rotonda di Gravio in Valsusa

L’autista del minivan in cella, non si dà pace: “Io l’ho fatta, io la pago”

L'alcol test inguaia il 50enne di Nichelino: aveva bevuto più del doppio del consentito. Già sette anni fa l'uomo rimase coinvolto in un episodio simile a Moncalieri

Maurizio De Giulio (foto Facebook)

Io l’ho fatta, io la pago“: questo lo sfogo con i presenti, subito dopo l’incidente, di Maurizio De Giulio. Poche parole. Giusto una frase, gettata lì a caldo, dopo essersi reso conto di averla fatta grossa. Sottoposto all’alcol test, l’artigiano 50enne di Nichelino accusato di aver speronato una coppia di fidanzati provocando la morte di una 27enne e il ferimento grave del compagno, appare visibilmente sconvolto. “Mi sento malissimo” si limita a dire una volta sceso dalla gazzella dell’Arma che lo riconduce in caserma dall’ospedale dove gli è stato fatto l’esame del sangue.

AVEVA BEVUTO PIU’ DEL DOPPIO DEL CONSENTITO
Il test che misura il tasso alcolemico, è di quelli impietosi: 1,15: più del doppio, in pratica, rispetto al consentito. Tradotto in soldoni: De Gilio era praticamente ubriaco quando, al volante del suo minivan, ha urtato la coppia di centauri mandandola a fracassarsi contro il guard rail alla rotonda di Gravio nell’abitato di Condove in Valsusa. Peggio ancora, dopo aver investito la motocicletta avrebbe anche messo a repentaglio la vita della compagna e della figlia di lei che in quel momento viaggiavano, con lui, a bordo del Transit (i tre, a quanto pare, erano di ritorno da un pic nic).

IL LEGALE DELL’AUTOMOBILISTA: “E’ SOTTO SHOCK HA PIANTO”
“Il mio assistito è in forte stato di shock, è sconvolto e, quando ha saputo che la giovane è morta e il ragazzo è in gravi condizioni, è scoppiato a piangere, sta male” ha spiegato Matteo Del Giudice, legale del 50enne di Nichelino. “E’ disperato per quello che è accaduto, davvero sconvolto e scioccato” ha ribadito l’avvocato difensore. “Presto avrò un incontro con De Giulio – ha aggiunto  – ma al momento non c’è alcuna dichiarazione in merito alla dinamica dell’incidente, su cui indagano gli organi competenti”.

DE GIULIO E’ ACCUSATO DI OMICIDIO STRADALE
Adesso, infatti, tocca agli investigatori fare piena luce sulle cause del terribile schianto. Tocca a loro chiarire chi tra il conducente del minivan – arrestato con l’accusa di omicidio stradale – o il biker della Ktm abbia mancato la precedenza o provocato la manovra azzardata da cui poi è scaturita la lite. Sembra che a causare il parapiglia sia stato proprio De Giulio che non avrebbe lasciato passare la moto. A quel punto i due ragazzi si sarebbero accostati al furgone e lì sarebbe iniziata la discussione.

SI INDAGA SULL’INSEGUIMENTO
E quell’inseguimento? Quanto è durato? E’ vero che l’automobilista avrebbe inseguito la moto, raggiungendola dopo una serie di sorpassi azzardati nei pressi della rotonda dove poi si è verificato l’incidente? E ancora: il minivan ha speronato di proposito i due motociclisti oppure, lanciato a tutta velocità sulle loro tracce, non è riuscito a frenare la propria corsa all’imbocco della rotatoria finendo col travolgere la moto?

SETTE ANNI FA UN CASO SIMILE A MONCALIERI
A questa e ad altre domande sono chiamati a dare una risposta i carabinieri che indagano coordinati dal pm Paola Stupino. Un precedente, tuttavia, sembra pesare come un macigno sulla testa dell’artigiano di Nichelino: già sette anni fa, a Moncalieri, De Giulio, ora recluso al carcere Lorusso e Cotugno, aveva provocato un incidente e si era scagliato contro le forze dell’ordine intervenute sul posto. Anche in quel caso per lui erano scattati gli arresti. Nelle prossime ore l’uomo sarà sentito dagli investigatori.

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