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VERSO JUVE MILAN

Prove di 4-3-3, tocca a Kean? «CR7? I paragoni non pesano»

Ibrahimovic potrebbe non esserci, contro la Juve, e questa per i bianconeri sarebbe già una buona notizia: «Ho un problema al tendine e non rischio conseguenze. Voglio tenere tutta la stagione e pensare che non sono Superman. Anche se… il mio problema è che lavoro troppo e mi piace soffrire» ha detto l’attaccante rossonero ieri.

Alla Continassa, ieri mattina, Allegri ha guidato un allenamento a porte aperte, anche se le indicazioni che possono arrivare da queste sedute sono sempre molto relative. A quanto si è visto, il mister ha deciso di fare le prove di un 4-3-3 incentrato su Dybala e Morata, con Chiesa più largo (che ieri è tornato ad allenarsi in gruppo assieme a Bernardeschi, anche lui pienamente recuperato), in alternativa a un Chiesa-Dybala-Cuadrado dietro l’unica punta. Che potrebbe anche essere Kean, ansioso di cancellare la disavventura a Napoli e confermare la buona lena mostrata contro il Malmoe nel secondo tempo.

E proprio l’attaccante azzurro, per quella curiosa situazione per cui si comprano i giocatori, li si manda in campo e poi li si presenta alla stampa e ai tifosi, ieri ha incontrato i giornalisti per la sua prima conferenza della seconda vita in bianconero. «Indossare questa maglia dà sempre grandi emozioni, tornare è stata la scelta giusta: sono pronto per questa sfida e ritorno con più esperienza, questo club è sempre stato nel mio cuore».

Ronaldo va e lui arriva, roba da far tremare i polsi, ma è una situazione che gli hanno cucito addosso e quindi lui non può sottrarsi a queste domande. «Ma questo non è assolutamente un peso, non lo sento così – dice il classe 2000 – ma sento soltanto la responsabilità di una maglia così importante: voglio dare una grande mano alla squadra, non ho un obiettivo di gol ma se ne faccio tanti è meglio». Intanto, bisognerebbe inziare con uno e per farlo è bene scendere in campo. Ma sulle intenzioni di Allegri meglio non sbilanciarsi. Moise Kean, in compenso, del mister dice che «punta sempre in alto, ha grandi obiettivi: ci darà una grande mano e farà bene, ne sono sicuro». Quindi, abbandonare in fretta il fondo della classifica, che non è roba per la Juve. A cominciare dalla sfida con il Milan, che ha sì perso ad Anfield, ma ha mostrato di essere parecchio in palla. «Il successo di Malmoe ci ha dato fiducia per giocare domenica – il pensiero del classe 2000 – e sono certo che, dopo una partenza non con il piede giusto, possiamo puntare a grandi risultati».

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