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IL BLITZ

Cinque ambientalisti paralizzano il centro sedendosi in strada [FOTO]

L’azione di Extinction Rebellion per il G7

Cinque persone, tre ragazze e due ragazzi, da sole, in mezzo al traffico del centro di Torino, rallentandolo. Tengono in mano cartelli che esprimono le loro paure per le guerre, la fame e le catastrofi che l’umanità dovrà affrontare a causa di quella che chiamano «inazione dei governi» nell’affrontare l’emergenza climatica ed ecologicaCome in tante altre città al mondo, in occasione del secondo giorno di summit del G7, Claudio, Dafne, Delfina, Isabel e Marco, ieri hanno portato in strada le proprie paure. «​​​​​​​Perché altri le vedano e riescano forse a sentire la propria».

Se il messaggio sia arrivato, a quegli automobilisti rimasti imbottigliati nel traffico che in qualche caso li hanno maledetti, non è dato saperlo. Ma qualcuno, attirato dalla scena fuori dal comune che ricordava certe manifestazioni dei pacifisti durante la guerra in Vietnam, ha parcheggiato ed è andato a vedere da vicino. E i più “coraggiosi” hanno anche letto i volantini distribuiti con la mano che non era impegnata a reggere il cartellone. Una lunga lettera con alcune frasi sottolineati in neretto. E una firma “Extinction Rebellion” (XR), per “rivendicare” una azione che non ha riguardato soltanto Torino, ma tutto il mondo. Extinction Rebellion – si legge sul sito – è “un movimento internazionale, “dal basso”, nonviolento, fondato in Inghilterra in risposta alla devastazione ecologica causata dalle attività umane, basato sui risultati scientifici». Un “movimento che chiama alla disobbedienza civile nonviolenta per chiedere ai governi di invertire la rotta che ci sta portando verso il disastro climatico e ecologico”. E ovviamente ha un proprio programma “politico”. Primo punto: ”Vogliamo con forza la verità sulla situazione. Che il governo dichiari l’emergenza climatica e ecologica”. Secondo: azione immediata. “Che si fermi la distruzione degli ecosistemi e della biodiversità e si portino allo zero netto le emissioni di gas serra entro il 2025”. Terzo: oltre la politica. “Che il governo costituisca e sia guidato dalle decisioni di un’assemblea di cittadini/e sulle misure da attuare e sulla giustizia climatica ed ecologica”. Utopia? Mondi impossibili? Probabilmente sì. Ma intanto in cinque, con cinque cartelli piazzati nei punti strategici, hanno paralizzato Torino. E vinto la prima battaglia, facendo parlare di sè.

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