IL FATTO

Protesta degli antagonisti, lancio d’uova contro il rettorato dell’Università, occupata la palazzina Einaudi: “No agli arresti e ai fascisti”

Studenti in corteo dopo gli scontri e gli arresti di ieri al Campus. Presa di mira anche la sede dell'Edisu: "Liberate i tre fermati" gridano in coro i manifestanti. "Sgomberata" l'aula affidata al Fuan

Antagonisti in corteo (facebook).

Resta alta la tensione a Torino dopo i disordini di ieri tra antagonisti ed esponenti del Fuan, gruppo universitario studentesco vicino a Fratelli d’Italia, che stavano effettuando un volantinaggio contro il convegno “Fascismo-colonialismo-Foibe”.

COLAZIONE ANTIFASCISTA AL CAMPUS
Un centinaio di studenti del Cua, il collettivo universitario autonomo, si è dato appuntamento, questa mattina, al Campus Einaudi per una “colazione antifascista“. “Ritroviamoci insieme – hanno scritto su Facebook – per discutere dell’accaduto e ribadire che l’università non è spazio né per i fascisti né per la polizia”.

IN MARCIA VERSO IL RETTORATO
Dopo la “colazione”, al grido “fuori i fascisti dall’università” molti di quei giovani, vicini al mondo degli antagonisti, sono partiti in corteo alla volta degli uffici del rettorato di via Verdi, percorrendo via Rossini dove hanno fermato il traffico. In testa campeggiava lo striscione “Nessuno spazio a fascisti e polizia”.

NEL PALAZZO PER PARLARE COL RETTORE
Una volta sul posto, i manifestanti sono saliti al primo piano del palazzo chiedendo di incontrare il rettore dell’ateneo, Stefano Geuna. “Vogliamo parlare con lui, vogliamo che il rettore si assuma la responsabilità di quello che è accaduto” hanno detto alludendo agli arresti seguiti ai disordini tra antagonisti ed esponenti del Fuan.

IERI I DISORDINI AL CAMPUS: ARRESTATI TRE ANTAGONISTI
Ieri, infatti, negli scontri al Campus, sono rimasti feriti tre agenti della Digos, un agente del commissariato Dora Vanchiglia e due guardie giurate dell’Università. Tre antagonisti sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere delle Vallette, e una quindicina denunciati per resistenza, lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

LANCIO D’UOVA CONTRO GLI UFFICI
Contro gli uffici del rettorato, rimasto occupato per alcuni minuti, gli studenti hanno lanciato uova mandando in frantumi una finestra. Tuttavia, l’atteso incontro non si è tenuto per “questioni di sicurezza”, è stato spiegato. Il rettore Geuna, è stato reso noto dall’Università, avrebbe infatti anche confermato la disponibilità a vedere gli studenti o una loro delegazione tuttavia il “faccia a faccia” è saltato per il clima generale della contestazione ritenuto non proprio di quelli “tranquilli”.

NEL MIRINO LA SEDE DELL’EDISU
A quel punto, vista l’impossibilità di parlare con il rettore e sempre invocando la “libertà per i tre fermati”, gli studenti hanno lasciato la sede di via Verdi e sono ripartiti in corteo, questa volta in direzione della poco distante sede dell’Edisu, l’ente di diritto allo studio della Regione Piemonte, contro i cui locali sono state lanciate alcune uova e scanditi slogan. Poi gli antagonisti hanno ripreso la marcia transitando in via Po per raggiungere, infine, il Campus.

AULA DEL FUAN MESSA SOTTOSOPRA
Qui gli studenti dei collettivi hanno occupato la palazzina Einaudi dove hanno “sgomberato”, mettendola sottosopra, l’aula intitolata al giudice Borsellino affidata agli studenti del Fuan. Tavoli, sedie, computer e un frigo sono stati ribaltati oppure portati via mentre sui muri e sulle vetrate della struttura sono comparse scritte vergate con lo spray, del genere: “Aula occupata”, “Nessuno spazio ai fascisti”, “Fuan e Roberto Rosso mafioso”, “Maya, Samu, Caro liberi” (si tratta dei tre antagonisti arrestati per gli scontri di ieri), “Fasci appesi come reggiseni”.

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