Marco Bucci e Roberto Ariagno
Cronaca
Applicata dall’Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino

Una protesi bionica dopo l’incidente: la storia di Marco Bucci [FOTO]

Dopo circa tre anni, il professionista di Ivrea ha riacquistato la funzionalità della mano destra

Marco Bucci, 33enne di Ivrea, è un libero professionista che lavora nel campo del marketing sportivo aziendale. Tre anni fa, quando ancora faceva il macellaio, ha perso la mano destra a causa di un incidente sul lavoro. “Stavo tritando la carne, quando improvvisamente anche la mia mano destra finisce nel tritacarne e, nell’arco di pochi secondi, tutto è cambiato”, racconta. “Per fortuna ho avuto la tempestività di spegnere la macchina, anche se il danno ovviamente era già stato fatto”.

Subito dopo l’incidente, il ragazzo è stato portato all’Ospedale di Ivrea e poi al Maria Vittoria di Torino, dove l’equipe guidata dal dottor Giorgio Merlino è riuscita a rivascolarizzare e a salvare solo il pollice della mano destra. I chirurghi della mano hanno lavorato in collaborazione con la SC Recupero e Riabilitazione Funzionale della ASL Città di Torino, diretta dalla dott.ssa Tiziana Iacomussi. Dopo la delicata operazione, il giovane è rimasto ricoverato per circa una settimana ed è stato successivamente seguito presso l’ambulatorio del reparto per le medicazioni e il follow up postoperatorio.  “È stato un periodo durissimo, ma non sono uno che si abbatte facilmente”, continua Marco.

Nel 2019, dopo aver utilizzato con scarsa soddisfazione la protesi estetica, Marco viene inviato dai chirurghi del Maria Vittoria all’Officina Ortopedica Maria Adelaide – una delle poche realtà accreditate in Italia per l’applicazione degli arti bionici – e ha deciso che era arrivato il momento di un altro cambiamento nella sua vita: una protesi di ultima generazione in grado di agevolare la sua quotidianità. Nello specifico si tratta di una protesi parziale multiarticolata, la I-Digits. È stata eseguita una ricostruzione di quattro dita multi-articolate, a controllo mio-elettrico, tramite la contrazione del muscolo ipotenare, che i chirurghi del Maria Vittoria sono riusciti a salvare. 

Grazie alla I-Digits, adesso il ragazzo può fare 12 movimenti diversi e, dopo un periodo di addestramento, potrà tornare a guidare la moto, sua grande passione. Marco seguirà un percorso riabilitativo presso la Fondazione Don Carlo Gnocchi di Torino, specializzata per i pazienti che utilizzano protesi di alta tecnologia.

 L’INAIL ha contribuito a pagare interamente la protesi, per un costo totale di circa 40.000 euro. “Adesso dovrò seguire un periodo di addestramento, così da poter usare questo arto al meglio e sfruttarlo al massimo”, continua Marco. I-Digits, infatti, permette di muovere in modo autonomo tutte e quattro le dita, consentendo al paziente di compiere sia movimenti elaborati, come prendere piccoli oggetti, che altri movimenti del quotidiano, come indicare un qualcosa o stringere la mano. “Ho deciso di non personalizzare la protesi e di lasciarla così come è stata applicata. Voglio che tutti possano vederla. È una sensazione bellissima, emozionante. A partire da questo momento potrò di nuovo utilizzare entrambi gli arti, affrontare la mia routine in altro modo, come prima. Devo fare molta pratica per utilizzare al meglio la mia mano bionica, ma non c’è addestramento più soddisfacente di questo. Dovrò sicuramente modificare le mie abitudini, ma l’ho già fatto una volta e non vedo l’ora di rifarlo”.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo