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Prostata e mummie

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È bello anche durante l’incubo del Covid trovare un attimo per stupirsi come bimbi, per tirare una pallina al cane della fantasia e farsela riportare. La nave Ever Given, quella che blocca il canale di Suez, è lunga 410 metri. Immaginate corso Vittorio dall’angolo di corso Re Umberto a quello di corso Galileo. Pensatelo come una nave sola, alta come quei palazzi solo dal pelo dell’acqua in su.

Il bimbo che c’è in noi rimane a bocca aperta. L’uomo invece pensa al cosa porta: quel mostro trasporta centinaia di container, ognuno dei quali ha dentro centinaia di scatoloni che a loro volta contengono migliaia di scatole più piccole, piene di scatolette, magari di pillole per la prostata. Ogni pillola contiene un misto di eccipienti e molecole curative. Quelle molecole devono raggiungere gli atomi che compongono le cellule che compongono il tessuto che compone l’organo della prostata che compone il nostro corpo.

Affascinante zoom avanti-indietro di una pillola bloccata a Suez. E cosa ha intraversato la nave? Una raffica di vento. Alla faccia del vento! Capisci ora perché i faraoni si facevano le tombe a forma di piramide? Massima stabilità statica, minima offerta alle spinte laterali. Altro che alieni! Il cane della fantasia è di nuovo qui, scodinzola, vuole che gli rilanci la pallina.

Ok. Visto che siamo in Egitto, gli tiro questa notizia: fino al ‘700 i pittori usavano un pigmento, il “marrone mummia”, ottenuto riducendo in polvere le mummie. La polvere di mummia, inoltre, fu adoperata come medicamento fino al ‘600, e fece anche parte delle droghe aggiunte al vino per ottenere i primi Vermouth. Ma bevetevi tranquilli il vostro Punt e Mes. Tutto finì quando finirono le mummie. Bella palla, no?

collino@cronacaqui.it

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