ospedale di Ciriè
Cronaca
CIRIÈ

Pronto soccorso senza medici: ”affittati” a 125 euro all’ora

Asl To4 in difficoltà, la stessa soluzione potrebbe essere usata a Chivasso e Ivrea

Al pronto soccorso di Ciriè mancano i medici. Così, la direzione generale dell’Asl To4 ha deciso di mettere mano al portafoglio, stipulare un accordo con una società privata di Bologna, la “Cmp Global Medical Division”, per la bellezza di 360mila euro. Una cifra che servirà per mettere una pezza fino al 28 febbraio 2022.

Nel Dea di via Battitore, infatti, mancano sette medici perché inseriti in percorsi di specialità. E, come se non bastasse, «non saranno disponibili risorse aggiuntive acquisibili dagli elenchi dei concorsi/avvisi dell’Asl To4, tantomeno saranno forniti in misura sufficiente da altre aziende regionali. Permangono quindi forti carenze di disponibilità di medici a supporto del Dea di Ciriè» spiegano dalla direzione sanitaria.

«Esigenza contingibile ed urgente di fornire adeguata risposta sanitaria in ordine alla copertura dei turni di guardia medica presso il pronto soccorso del presidio ospedaliero di Cirié al fine di evitare la contrazione dei livelli di assistenza forniti», precisa ulteriormente l’Asl To4.

E per evitare il collasso, ecco arrivare i medici privati, che costeranno la bellezza di 125 euro l’ora. Un prezzo che sembra eccessivo ma che rientra nella media delle prestazioni mediche private.

L’accordo prevede la copertura h24 della struttura, con medici che presteranno servizio su due turni da 12 ore, tutti i giorni, festivi compresi.

Solo a settembre, l’Asl To4, con il via libera dell’assessorato regionale alla Sanità, aveva avviato le procedure per costituire i Dea di Cirié e Ivrea, con tre direzioni distinte: Struttura Complessa Dea Ciriè – dove è inglobato anche il Punto di Primo Intervento di Lanzo – Struttura Complessa Dea Chivasso; Struttura Complessa Dea Ivrea, dove anche in questo caso è inglobato il pronto soccorso di Cuorgnè. «L’obiettivo è ridare solidità ai pronto soccorso aziendali migliorando il servizio reso alla cittadinanza, rendendoli più strutturati e pertanto maggiormente attrattivi per i professionisti», avevano spiegato.

Quanto sta avvenendo a Ciriè potrebbe essere replicato anche nei pronto soccorso di Chivasso e Ivrea.

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