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Promossi per decreto

Gira in rete una lettera che un noto pedagogo, Vittoriano Caporale, ha scritto a genitori e insegnanti, invitandoli a non rammaricarsi delle lezioni perse a scuola dai loro figli e allievi, perché in compenso in questa emergenza i ragazzi hanno imparato altre cose preziose. Ad affrontare le difficoltà. A rinunciare alla libertà di movimento e di relazione per il bene comune. A capire che la salute collettiva è un bene da salvaguardare. A comprendere il valore dell’attesa e della speranza. Ad apprezzare tutto quello che ogni casa offre: libri, giochi, Tv, cani, gatti e altro. A pregare. A capire che l’umanità è un’unica grande famiglia. A intendere l’importanza della solidarietà, del sorriso, delle parole affettuose, dei ricordi condivisi. A rendersi conto che Pc, cellulari e tablet non servono solo per comunicare con gli amici, ma anche per lavorare e studiare. Il prof. Caporale ha un concetto ben basso dei ragazzi, se pensa che non conoscessero questo mieloso elenco di valori già prima dell’esperienza Covid. Li conoscono, prof, come li conoscevamo noi alla loro età. E’ che da ragazzo hai l’ormone che urla, sei tutto occupato a costruirti, insomma, hai altre urgenze. Ma è proprio per costruirsi che serve quella cultura nozionistica che mancherà col “tutti promossi causa virus” . Potevano dirlo solo a giugno, no? Cosa gli costava? Invece d’ora in poi nessuno studierà più, neanche per quelle verifiche all’acqua di rose che erano quelle in video. E certe lacune restano, prof. Se hanno imparato il valore dell’attesa i ragazzi patiranno un po’ meno la coda agli Uffizi, ma una volta entrati, non avendo studiato arte, non capiranno quel che vedono. Ed è peggio, mi creda.

collino@cronacaqui.it

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