Il comitato promotore per il prolungamento della metro
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RIVOLI

«Prolungare ancora la metro. Deve arrivare fino in centro»

Parlamentari e amministratori chiedono un altro progetto

Entro il 2022 la metropolitana 1 arriverà a Cascine Vica, con la fermata in corso Francia, all’altezza della piscina Bonadies, ma si pensa già al futuro della linea stessa. Su tre assi, per la precisione: il centro cittadino di Rivoli, la zona dell’ospedale e quella del centro commerciale Auchan.

Almeno questa è la speranza del sindaco di Rivoli, Andrea Tragaioli, dell’onorevole di Forza Italia, Daniela Ruffino, del “Comitato promotore per il prolungamento della linea 1 della metropolitana” e dell’associazione “Rivoli Insieme”, che vorrebbero a breve giro di posta l’avvio dello studio di fattibilità sul progetto e sui costi dell’opera.

E i primi passi in questa direzione verranno portati avanti dall’onorevole Ruffino (che è componente della VIII Commissione parlamentare, quella Ambiente, Lavori Pubblici, Territorio), che si è impegnata con un question-time in Parlamento diretto al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli (Pd) per spronare la stessa a portare avanti la tematica al Governo, destinando risorse per lo studio di fattibilità e per il progetto e, ovviamente, per il finanziamento dell’opera stessa «che deve andare di pari passo con la nascita della metropolitana 2. Ma la metro 1 non può finire a Cascine Vica. Per una volta si dovrebbe avere una visione non solo Torino centrica», sottolinea Ruffino. Per il sindaco Tragaioli «La visione è comune e l’obiettivo anche. La missione è quella di farci ascoltare in tutti i gradi istituzionali, dalla Regione al Governo. Vorremmo riuscire a portare a Rivoli il ministro De Micheli. Occorre gettare le basi per programmare gli studi di fattibilità per la prosecuzione della linea non solo a Cascine Vica, ma anche verso il centro di Rivoli, l’ospedale e la zona commerciale Auchan. Per farlo bisogna fare squadra con Regione, Città Metropolitana e Governo».

E si parla anche di “metropolitana leggera”, per contenere i costi dell’opera, così come già avviene a Lilles o a Taipei.

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