Pink Tank
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VIA BELFIORE

Il Progetto Marconi raddoppia. «E ora ci rimettiamo in gioco»

Con “Pink Tank” 24 donne cercano un’opportunità nel mondo del lavoro

Donne che cercano di rientrare nel mercato del lavoro. Non facile oggi, specie per chi è più avanti con gli anni. Via Belfiore 55, cuore di San Salvario, sede di Progetto Marconi che quest’anno, grazie al contributo della circoscrizione Otto, propone 40 ore settimanali tra formazione e colloqui con le aziende per tutte quelle donne in cerca di una seconda opportunità. L’età è varia, si va dai 20 ai 63 anni. Italiane e straniere, laureate e non. Il progetto si chiama “Pink Tank”.
Come funziona?
Prima formazione in contabilità, amministrazione, office e comunicazione. Dopodiché arrivano le aziende, che presentano la loro realtà e incontrano le candidate, quest’anno 24. «Ma c’è stata una selezione perché le iscrizioni erano di gran lunga superiori, segno che c’è ancora tanto da fare. In ogni caso, ho visto grande entusiasmo in tutte le partecipanti», così Alessandro Lupi, coordinatore al Lavoro della Otto. Una delle candidate è Marina, 50 anni e tanti lavori alle spalle. «Nell’ultimo impiego ero aiuto-cuoca a scuola, ma vorrei tornare negli uffici». Poi c’è Maria Pia, che di anni ne ha 37. «Sono ragioniera e ho una laurea triennale in Tecniche del laboratorio bio-medico. Ma per arrangiarmi in questi anni facevo le pulizie e lavoravo al call-center». Regina, invece, ha 36 anni e arriva dalla Nigeria, dove ha preso una prima laurea. «Qui sto finendo gli studi, mi manca la tesi. L’ultimo lavoro? Ero contabile». Ma c’è anche chi è prossima alla pensione, come Stefania, 63 anni. «In pensione ci andrò, ma fra due anni. Nel frattempo, non posso stare a casa. Sono qui perché in tanti anni nessuno mi ha mai chiamato dai centri per l’impiego». Insomma, un vero e proprio spaccato del mondo femminile torinese. «L’obiettivo – spiega Massimo Francone, uno dei fondatori di Progetto Marconi – è dare alle donne in cerca di occupazione una seconda possibilità. Sappiamo bene che oggi non è facile, ma per molte di loro questo progetto rappresenta una grande boccata di ossigeno dopo anni difficili».

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