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Cronaca
SALBERTRAND

Profugo afgano di soli 15 anni travolto e ucciso da un treno

Fuggito da Kabul voleva arrivare a Parigi per ricominciare a vivere

È di Ullah Rezwan Sheyzad di appena 15 anni, il cadavere trovato vicino ai binari della ferrovia Torino-Modane a Salbertrand la mattina di mercoledì scorso. Il ragazzo è stato identificato dalla polizia Ferroviaria grazie alle impronte digitali ed è stato confermato che si tratta di un migrante che stava seguendo il tracciato della linea con lo scopo di arrivare a Parigi, dove lo aspettavano alcuni connazionali che per lui avrebbero trovato una sistemazione. Il medico legale intervenuto sul posto non ha avuto dubbi sul fatto che fosse stato travolto da un treno, probabilmente per una distrazione del ragazzo. Il giovane aveva lasciato l’Afghanistan qualche mese prima dell’insediamento dei talebani. Le sue ultime tracce risalgono alla fine di novembre 2021 in una comunità della provincia di Udine, da cui era partito alla volta della Francia. Il viaggio, però, gli è stato fatale. La sua famiglia è stata rintracciata e i genitori sono in volo verso l’Italia: «Il suo sogno era Parigi e per raggiungerla avrebbe fatto qualunque cosa», ha dichiarato la madre, riferiscono fonti diplomatiche, prima di partire. Ed è proprio così: a Cerciveno, in provincia di Udine, nella comunità dove era stato accolto, il ragazzo raccontava: «Sono partito perché nella mia terra se ci si sveglia la mattina, non si sa se si termina la giornata ancora in vita. E così è quando ci si corica la sera. La vita lì è terribile». Ullah è stato scelto dalla famiglia per partire e tentare la fortuna, «sono stato scelto perché parlo un po’ di inglese, sono in grado di farmi capire. La mia intenzione è quella di arrivare a Parigi, trovare un lavoro per aiutare la mia famiglia». Il viaggio del ragazzo è stato lungo, non privo di ostacoli e, verosimilmente, quando si è trovato a Salbertrand, potrebbe essere stato colto da una profonda stanchezza e non si sarebbe accorto dell’arrivo del convoglio. «Era uno di noi – spiegano nella comunità d’accoglienza di Udine -, viveva con noi, ma fremeva per ripartire». Una traversata lunga quella di Ullah: era arrivato in Italia attraversando Iran, Iraq, Turchia, Bulgaria, Serbia, Croazia e Slovenia. Un po’ a piedi e un po’ con mezzi di fortuna: «Era alla fine del viaggio e già sognava una nuova vita», poi la tragedia.

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