Maurizio Minghella, il serial killer delle prostitute
Cronaca
Accolta la richiesta del pm Sparagna

Spunta un altro delitto per Minghella: il serial killer delle prostitute di nuovo a processo

L’uomo, già condannato all’ergastolo, torna alla sbarra per l’omicidio di una lucciola albanese strangolata con una sciarpa il giorno di San Valentino del 1998 a Rivoli

Si aprirà il prossimo 8 giugno a Torino il processo a carico di Maurizio Minghella, 59 anni, il serial killer delle prostitute condannato all’ergastolo per sette delitti, quattro nel genovese e tre nel torinese, commessi tra il 1978 e il 2001. Il gup Elena Rocci ha, infatti, accolto, in Camera di Consiglio, la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm Roberto Sparagna, che nel marzo dello scorso anno fa avevo riaperto le indagini sull’omicidio di Floreta Islami, la prostituta albanese di 27 anni strangolata con una sciarpa il giorno di San Valentino del 1998 a Rivoli, nel Torinese.

IL “COLD CASE” E’ STATO RIAPERTO
L’inchiesta per l’omicidio della donna, nata a Valona nel 1969, era stata archiviata una prima volta nell’anno stesso in cui era stata uccisa e una seconda nel 2004. Mancavano prove decisive. La svolta, però, è arrivata nel 2014, grazie alle più recenti e innovative tecniche di analisi biomolecolare. E il “cold case” è stato così riaperto.

LA POLIZIA E’ RISALITA A MINGHELLA DALLE ANALISI DELLA SCIARPA
La polizia scientifica ha infatti comparato il dna di Minghella con la piccolissima traccia di liquido biologico trovata accanto alle frange dell’arma del delitto: una sciarpa di lana nera. Analizzando la sciarpa, con l’ausilio delle più moderne tecniche di investigazione di tipo biologico e molecolare, la polizia è riuscita a risalire al serial killer delle prostitute, già condannato per alcuni omicidi avvenuti in provincia di Torino tra il 1996 e il 1998.

IL “TRAVOLTINO” ERA PRESENTE SULLA SCENA DEL DELITTO
Gli accertamenti hanno, infatti, evidenziato un profilo genetico “misto”, corrispondente proprio a quello del “Travoltino della Val Polcevera“, come Minghella era stato soprannominato in gioventù per il suo look alla John Travolta nel film “Febbre del sabato sera“. Inoltre, proprio in quel periodo, l’uomo frequentava la zona del delitto, intrattenendosi a osservare in maniera prolungata le prostitute.

CONDANNATO ALL’ERGASTOLO, OTTENNE LA SEMILIBERTA’
Di Maurizio Minghella, nato a Genova il 16 luglio del 1958, si è iniziato a parlare alla fine degli anni Settanta, quando l’uomo, appena ventenne, finì dietro le sbarre, condannato all’ergastolo per l’omicidio di quattro prostitute. Nel 1999 l’uomo ottenne la semilibertà e si trasferì a Torino, dove sembrava condurre una vita irreprensibile: di giorno lavorava in una comunità e la sera tornava in carcere. Ma nel marzo 2011 finì di nuovo agli arresti.

CONDANNATO IN VIA DEFINITIVA NEL 2005
Nel 2005 la Cassazione lo ha condannato in via definitiva per l’omicidio di tre donne: Fatima H’Didou, marocchina di 23 anni strangolata nel maggio del ’97 a Caselette; Cosima Guido, 63 anni, trovata senza vita nel gennaio del ’99 nel suo monolocale a due passi dalla Pretura in piazza IV Marzo a Torino; Florentina Motoc, moldava di 21 anni, uccisa nel febbraio 2001 nel capoluogo piemontese. Quello di Floreta sarebbe dunque l’ottavo omicidio, ma Minghella, condannato a oltre 130 anni di carcere, è indagato anche per altri delitti. L’uomo, difeso dall’avvocato Lucia Franzese, attualmente si trova recluso nel carcere di Pavia.

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