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Cronaca
GIUSTIZIA LUMACA

Processo dura 20 anni, lo stupro della bimba va in prescrizione. Il Csm apre un’indagine

Via libera dal Comitato di presidenza. Del caso si occuperà la Prima Commissione competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale o funzionale dei magistrati

Dopo gli accertamenti avviati dal ministro della Giustizia e dal procuratore generale della Cassazione, anche il Csm apre un’indagine sul caso della prescrizione dopo venti anni a Torino del processo per lo stupro di una bambina.

ACCOLTA LA RICHIESTA DEL CONSIGLIERE FANFANI
Il Comitato di presidenza di Palazzo dei marescialli ha infatti accolto la richiesta del presidente del consigliere laico del Pg Giuseppe Fanfani (Pd) di autorizzare l’apertura di una pratica sulla vicenda. A occuparsene sarà la Prima Commissione, presieduta dallo stesso Fanfani e competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilità ambientale o funzionale dei magistrati.

IN PRIMO GRADO LO STUPRATORE ERA STATO CONDANNATO A 12 ANNI
In primo grado per lo stupro della bambina di sette anni era stato condannato a 12 anni il convivente della mamma della vittima. Ma dai fatti alla sentenza di appello sono trascorsi due decenni: così qualche giorno fa i giudici di secondo grado non hanno potuto far altro che dichiarare il reato prescritto, scusandosi con la vittima della violenza e con il popolo italiano.

ORLANDO: DDL FERMO IN SENATO, TEMPO SCADUTO
“C’è un ddl penale che affronta diversi punti tra cui quello della prescrizione: è fermo al Senato da tantissimo tempo e mi auguro vada in discussione la settimana prossima” ha commentato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, richiamando l’urgenza della riforma del processo penale.

UNA DELLE PIU’ BRUTTE PAGINE DELLA GIUSTIZIA ITALIANA
“Me lo auguro – ha proseguito – perché sento che altre forze della maggioranza devono pensarci ancora un po’. Di fronte a una vicenda come questa non c’è piu’ tempo, il tempo è scaduto, e chi non lo fa deve assumersi la propria responsabilità. Io le mie scuse le ho già rivolte – ha aggiunto – e non posso che ribadirle qui. Si è trattata di una delle più brutte pagine scritte della giustizia italiana”.

 

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