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Buonanotte

Problemi urgenti

Trascurando giustamente i piccoli problemi di Roma (l’immondizia che arriva ai balconi, i cinghiali vaganti, le buche nelle strade, i bus che vanno a fuoco, la corruzione dilagante, la mafia degli appalti…) la sindaca grillina Virginia Raggi ha concentrato tutte le sue forze per risolvere il più grande, l’onta massima, la macchia che faceva perdere il sonno agli italiani. Ebbene, ce l’ha fatta. In un amen ha cambiato nome a via Donaggio e Via Zavattari. Non frugate nella memoria chiedendovi chi fossero costoro per meritare la damnatio memoriae. L’avevano già. Se non la damnatio, la vacatio. Nessuno sapeva che erano due funzionari colpevoli di aver firmato, tra altri, le leggi razziali. Roba di ottant’anni fa, d’accordo, ma per tenere in piedi lo spaventapasseri dell’antifascismo militante ottant’anni sono niente. È il criterio-Lager: di fronte alla gravità dei misfatti le distanze storiche non contano, bisogna perpetuarne la memoria. Anche la sindaca Appendino, approfittando di un’appartenenza politica che favorisce certe genialate, potrebbe cancellare qualche nome imbarazzante dalla toponomastica torinese. Abbiamo un corso intitolato a un bieco tiranno che perseguitò, torturò e uccise cristiani a migliaia: Traiano. Bisogna cancellarlo. Non importa che siano passati quasi 2000 anni. In base al criterio-Lager, va cambiato. Così come va cambiato il nome a via Madama Cristina e a via Principe Tommaso, intitolate ai responsabili del massacro dei valdesi chiamato “pasque piemontesi” (1655, quasi duemila vittime). Però, se si va a morti, la prima targa da cambiare è quella di corso Unione Sovietica. Lì i morti furono milioni. Cominciamo?

collino@cronacaqui.it

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