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Economia
RIVA DI CHIERI

Primo maggio senza festa per i 400 lavoratori Embraco

Appello di Regione e sindacati: «Dal Governo ora ci aspettiamo i fatti»
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«Èora che il Governo trovi una soluzione ai 406 lavoratori dell’ex Embraco». L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, rilancia l’appello per sbloccare la situazione della fabbrica di Riva presso Chieri, che da quattro anni è sospesa fra ripartenza e chiusura definitiva.

L’attuale prospettiva è il licenziamento effettivo a partire dal 23 luglio, quando scadrà anche la cassa integrazione. A meno di trovare altri ammortizzatori sociali: il ministero del Lavoro ha detto che l’ex Embraco, oggi Ventures, potrebbe accedere alla “cassa Covid”. Ma il curatore fallimentare dell’azienda, Maurizio Gili, ritiene che non sia possibile: «Abbiamo bisogno che il ministro Andrea Orlando faccia seguire le parole ai fatti – riflette Chiorino – Altrimenti non fa altro che confermare i miei timori sulla volontà di rinviare il problema a data da destinarsi, senza rendersi conto che il tempo sia quasi esaurito».

Anche i rappresentanti sindacali di Fim, Fiom, Uglm e Uilm hanno ribadito l’importanza di trovare una soluzione per tutelare i lavoratori di Riva. I quali “festeggeranno” il loro quarto Primo Maggio senza impiego con una manifestazione a Nichelino e con la donazione di generi alimentari raccolti dai delegati della Fiat.

Continua Chiorino: «Lunedì abbiamo scritto una lettera al ministro per chiedere di verificare con la massima urgenza la possibilità di usare altri ammortizzatori sociali dal 23 luglio». Non è arrivata risposta: «Giovedì abbiamo inviato un sollecito e abbiamo anche predisposto un emendamento governativo al decreto legge Sostegni per consentire l’accesso alla cassa integrazione straordinaria senza oneri. Serve questo intervento “ad hoc” affinché l’Inps si attivi: ora più che mai è indispensabile che ministero del Lavoro e Inps si siedano allo stesso tavolo per trovare quella “formula fiscale” che tuteli i lavoratori finché il progetto Italcomp non riesca a decollare».

Italcomp è il piano che prevede la fusione fra Ventures e l’Acc di Belluno per avviare il polo italiano del compressore: «È evidente che sia un progetto valido, come dimostra l’interesse di uno e più gruppi stranieri». È il caso del gruppo giapponese Nidec, che si è fatto avanti per acquisire soltanto l’Acc. Si tratta della multinazionale che ha già prelevato Embraco da Whirlpool, escludendo Riva tre anni fa. In pratica vorrebbe “beffarla” di nuovo: «Non dobbiamo permettere che un colosso straniero ci privi di un progetto di rilancio industriale in cui noi, come Regione, crediamo molto. Avrebbe il merito di recuperare e valorizzare le competenze del sito di Riva. Ma, soprattutto, darebbe respiro a una società e farebbe da volano allo sviluppo di un settore strategico per il nostro Paese».

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