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Politica
LA CERIMONIA

Prima campanella per Meloni: «Che emozione il picchetto»

Sullo scalone di Palazzo Chigi l’accoglienza di Draghi: «Ti trovo benissimo»

Uno scambio di sguardi e battute informali sullo scalone di Palazzo Chigi precede il rituale della “campanella” che, dal 1996, segna il passaggio di consegne tra presidenti del Consiglio. Forse, quello meno ingessato di sempre, tanto che tra Mario Draghi e Giorgia Meloni, appena passato in rassegna il suo primo picchetto d’onore, il protocollo cede il passo all’empatia. Quella di chi, ultimamente, ha già avuto modo di conoscersi e confrontarsi.

«Benvenuta, ti trovo benissimo» dice il premier uscente alla presidente del Consiglio che all’ingresso indossa un paio di scarpe modello “Derby” senza tacco. «Grazie. È una cosa un po’ impattante, emotivamente…» risponde lei, lasciando intendere l’emozione del momento. Poi un’ora e mezza di colloquio, per cui minuto dopo minuto i commentatori dalle dirette dei telegiornali faranno crescere l’attesa sul primo ordine del giorno del nuovo esecutivo, a partire dalla crisi energetica.

Nel frattempo, Meloni troverà il modo di indossare un’altra calzatura: una dècollete a tacco basso per concludere il rituale.

Ed ecco che tocca a Mario Draghi salutare il picchetto e ricevere l’applauso dei dipendenti della presidenza del Consiglio. Fuori da Palazzo Chigi, ha salutato sorridendo e alzando le braccia prima di entrare in automobile e lasciare la sede dell’esecutivo dopo venti mesi da quando fu lui a ricevere la campanella da Giuseppe Conte. Negli ultimi ventisei anni, anche quella rappresentò una sorta di cerimonia “irrituale” perché in piena pandemia Covid, con mascherine e gel a sanificare la consegna che, solo l’anno prima, lo stesso Conte dovette celebrare da solo passandosi l’incarico. Tutt’altro gusto ha avuto la cerimonia per Giorgia Meloni, i cui occhi sono rimasti velati d’emozione per l’intera mattinata. Strizzati nel sorriso di chi, fino a luglio, sedeva all’opposizione e nemmeno immaginava di trovarsi a guidare la nazione. «Si comincia» scrive lei stessa sui “social” dopo aver concluso anche il primo Consiglio. «Con molta emozione ma anche con la consapevolezza delle difficili sfide che ci attendono. Ora tocca a noi» aggiunge in una “clip” che riassume i momenti salienti della giornata, non senza rivendicare lo slogan elettorale con cui ha vinto: «Siamo pronti». In serata, l’ultima battuta: «Abbiamo scritto la storia. Ora scriviamo il futuro dell’Italia».

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