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CHIVASSO

Presi i maghi della chiave bulgara. Trovata anche la palestra dei furti

Sono accusati di aver messo a segno 85 colpi in alloggi e agenzie assicurative

Capaci di aprire qualunque tipo di serratura, anche quelle a cilindro europeo, in pochi minuti. Riuniti in un’organizzazione che nulla ha da invidiare alla nostra criminalità organizzata. Autori di decine e decine di colpi in tutta Torino e provincia. Talmente sicuri della loro impunibilità da farsi riprendere mentre fanno gestacci alle telecamere di sicurezza. Ma alla fine anche loro sono caduti in trappola, arrestati dai carabinieri della compagnia di Chivasso al termine di una lunga indagine e di uno spettacolare blitz andato in scena la scorsa settimana in collaborazione con l’Interpol.

Sono 28 i georgiani finiti in manette – alcuni in flagrante, altri su ordinanza di custodia cautelare – per aver compiuto 85 furti in appartamenti e agenzie assicurative. Tra di loro c’è anche Petro Palamar, 29 anni, un “ladro in legge”, colui che ricopre il ruolo di boss del gruppo di malviventi, incaricato non solo di dirigerne le azioni ma anche di intervenire in caso di liti e controversie. Viveva a Torino, così come la gran parte di coloro che sono finiti in manette, anche se in realtà il loro era un domicilio decisamente temporaneo: «Questi gruppi – spiega il capitano Pierluigi Bogliacino, che proprio con questa operazione chiude il suo lavoro a Chivasso prima di essere trasferito a nuovo incarico – si muovono costantemente in tutta Europa, cambiando anche nome grazie a documenti d’identità contraffatti che arrivano dai paesi dell’Est. Anche per questo abbiamo chiesto la collaborazione dell’Interpol».

L’organizzazione era perfetta. Un gruppo effettuava il sopralluogo, studiando anche le abitudini dei padroni di casa e segnalando le case da colpire con delle piccole calamite. Poi arrivava la seconda squadra, “armata” di chiave bulgara con la quale aprire qualunque tipo di serratura: meno di due minuti per quelle classiche, un quarto d’ora per le “inviolabili” europee. La refurtiva veniva inviata in gran parte a Reggio Emilia, dove sono finiti in manette due corrieri, marito e moglie, incaricati della spedizione in Georgia. Nel loro magazzino, i carabinieri hanno ritrovato refurtiva per centinaia di migliaia di euro. In un appartamento di Torino, in via Spotorno, i militari si sono imbattuti anche in una vera e propria “palestra del furto”: serrature e grimaldelli con cui allenarsi per essere sempre più veloci.

Le indagini dei carabinieri, partite da un normale controllo stradale nel 2016, non si fermano qui. Gli 85 colpi attribuiti alla banda sarebbero infatti solo la punta dell’iceberg: «Abbiamo motivo di credere che potrebbero essere responsabili almeno del doppio dei furti» conferma il capitano Bogliacino.

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