attentato f buono
Cronaca
L’inchiesta sul torinese Federico Buono

«Preparava un attentato: tra gli obiettivi Metro, Valentino e il tribunale»

«Nell’alloggio aveva un ordigno in fase di costruzione. La polizia ha sequestrato 7 fogli manoscritti con il piano e lo schema di rivendicazione da spedire con una email»

«Marconi-Dante. Principi d’Acaja. Spezia, Lingotto, Bengasi». Sono le fermate della metropolitana, indicate, insieme ad alcuni “obiettivi sensibili”, come «Valentino, Palazzo di giustizia, Italia 61-Regione Piemonte, Bengasi-capolinea metro», in due fogli manoscritti scoperti dalla Digos di Milano nella casa di via Frejus a Torino in cui viveva Federico Buono, il 45enne arrestato il 30 marzo per terrorismo. Secondo i pm Paolo Scafi ed Enzo Bucarelli, titolari dell’indagine, Buono stava preparando un attentato da eseguire sulla metro o in uno dei luoghi che compaiono nei suoi appunti.

IL PIANO
E sarebbe stato pronto a mettere in atto un piano: lo dimostrerebbe non solo il ritrovamento nella sua mansarda di alcuni ordigni artigianali in fase di costruzione, di cui l’ultimo sequestrato a fine marzo. Ma sarebbero molto rilevanti anche sette nuovi fogli manoscritti scoperti dalla Digos lombarda. Fogli con obiettivi da colpire e considerazioni sull’affollamento della metro in determinati orari. I manoscritti sono descritti dal tribunale del Riesame, che nei giorni scorsi ha rigettato l’istanza di scarcerazione inoltrata dalla difesa di Buono (avvocato Gianluca Vitale), confermando la tesi dell’accusa e ribadendo la necessità del carcere per l’indagato, considerato «pericoloso».

I MANOSCRITTI
«I primi quattro fogli – spiegano i giudici – contengono lo schema di lavoro finalizzato a redigere un comunicato di rivendicazione da mandare attraverso una email. Sono stati individuati quattro punti focali su cui incentrare il volantino: misantropia, terrorismo, nichilismo, attentato antiumanista, punti base dell’ideologia dell’Its (Individualisti tendenti al selvaggio, ndr). Nel quarto foglio sono indicati altri tre punti di rivendicazione annotati come ‘secondo fine’ e cioè: green pass, pandemia, nuovo ordine mondiale». Il quinto foglio è relativo al «materiale necessario al confezionamento» di un esplosivo. Seguono, nel sesto, gli «obiettivi sensibili della città».

I SOPRALLUOGHI
«Soprattutto vi è da considerare – scrive il Riesame – che tra i possibili luoghi da colpire, oltre la Regione Piemonte, Italia 61 e il Palazzo di Giustizia, dove un ordigno del genere avrebbe potuto creare un danno ingente, aveva indicato le stazioni della metropolitana, annotando quando i mezzi erano più pieni. Il comportamento notato dagli operati di Buono di attendere il passaggio di più treni prima di salire, appare quindi spiegabile proprio con lo studio dei momenti di maggiore affluenza». «Si tratta di una clamorosa conferma della sua attività, che ha superato tutti i possibili dubbi che si ponevano in precedenza rispetto alla sua pericolosità», concludono i giudici.

C’è, infine, tra i fogli sequestrati, «un appunto relativo all’affollamento della metropolitana», che recita: «Metro ore 12-13 – fino a Porta nuova verso Bengasi vuota – poi si riempie – soprattutto a Spezia Lingotto Porta nuova. All’inverso si riempie da Spezia fino a Fermi». «Durante gli ultimi servizi di osservazione nei giorni precedenti l’esecuzione della misura, dal 21 al 30 marzo 2022 – precisa il tribunale delle Libertà – Buono si è mosso per Torino a piedi e sui mezzi pubblici senza il proprio il telefono, lasciato acceso nella mansarda di via Frejus, muovendosi per zone della città anche lontane da casa e rimanendo presso le banchine delle fermate della metro, facendo passare diversi convogli senza salire». Sull’ultimo, il settimo foglio manoscritto scoperto, si fa cenno alla «sigla identificativa da usare (per rivendicare l’attentato, ndr), quella di Cellula Misantropo K».

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