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Prali non si arrende al virus: «Spariamo per non uccidere»

Via all’innevamento artificiale delle piste. Richiesta al governo: «Apriamo»

Ieri i cannoni hanno iniziato a sparare neve e Prali si prepara a una stagione invernale incerta, ma sia i gestori degli impianti, la Nuova 13 Laghi, sia il Comune vogliono farsi trovare pronti per aprire le piste, appena il Governo lo concederà. L’Unione montana dei Comuni delle Valli Chisone e Germanasca lunedì invierà una lettera al Governo sulla nuova stagione sciistica: «Chiederemo che venga redatto un protocollo di sicurezza e che, appena sarà possibile, si possa partire» anticipa Marco Ventre, presidente dell’Unione.

Già nelle scorse settimane i sindaci avevano invitato a non confondere le «brutte immagini» di assembramenti a Cervinia con realtà come quella di Prali, che è organizzata per gestire i suoi flussi ed è fondamentale per l’economia della zona. «Perdere il periodo natalizio, vorrebbe dire perdere il 50% del giro d’affari delle seggiovie e ci sarebbe un grosso danno anche per l’indotto» aggiunge Andrea Domard, sindaco di Prali, che conosce bene le difficoltà del mondo della neve in questo periodo di coronavirus, perché produce sci artigianali.

E il fatto che sulle piste della Nuova 13 Laghi si vada tradizionalmente avanti a sciare fino a primavera inoltrata non aiuterà comunque a recuperare il terreno che si rischia di perdere durante le festività di fine anno. Dal canto suo, il gestore dell’impianto ha deciso di sparare neve e lo ha annunciato sulla pagina Facebook di “Prali Ski Area” con un titolo eloquente “Spariamo. Per non uccidere”: «Non è facile in questo periodo prendere decisioni, in qualunque direzione. Siamo una stazione sciistica, una società che ha come obiettivo il divertimento altrui. E in questo periodo pandemico non vogliamo parlare di divertimento. Per ora».

«Vogliamo però darvi una prospettiva – scrive, dopo lunghe riflessioni e confronti con il Comune -. Siamo stati messi in pausa. La scelta era quella di rimanere in pausa ed attendere o quella di combattere le ansie di questo periodo lavorando come abbiamo fatto gli altri anni. Ed abbiamo scelto la seconda. Manutenzioni, lavori sugli impianti, messe a punto e implementazioni; ecco cosa stiamo facendo. E stiamo sparando neve. Stiamo sparando neve per non uccidere. Per non uccidere un’economia che ripartirà, per non uccidere le speranze di una comunità».

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