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Salute
La Regione corre ai ripari tra Australiana e Covid

Posti in clinica o in Rsa. E una “app” per curare l’influenza a domicilio

Presentato un piano d’emergenza per salvare gli ospedali. Accordo con i privati per accogliere i ricoverati meno gravi

Arginare fin da subito l’influenza, evitando che e i casi meno gravi arrivino in ospedale. Monitorandoli a domicilio con “app” o tramite una “piattaforma” da cui il medico di base possa prendere in carico il paziente e seguirne l’evoluzione della malattia, giorno per giorno. E poi, ridurre i tempi di degenza nei reparti indirizzando i pazienti in cliniche private o in Rsa dopo le fasi acute delle patologie, scongiurando al contempo le attese su una barella in pronto soccorso, arrivate fino ad una settimana nei casi più critici. Sono alcune delle misure d’emergenza previste dal piano messo a punto dalla Regione e della Azienda Zero per evitare il collasso dei nostri ospedali che, nei dieci anni prima della pandemia, hanno perso quasi 2.600 posti e ancora, oggi, scontano una carenza cronica di almeno 900 letti in tutto il Piemonte.

Provvedimenti d’urgenza che ricalcano l’esperienza fatta con il Covid. Ad esempio, nel ricorso alle cure domiciliari per l’influenza stagionale: una sperimentazione che partirà nell’area Nord di Torino e sarà gestita attraverso il Dirmei. Altri interventi immediati saranno il potenziamento del personale e l’incremento straordinario di posti letto nei reparti: 10% in più in area medica e 5% in quella chirurgica, facendo ricorso a ricoveri in ospizi, cliniche e strutture private accreditate, per cui la trattativa sui compensi è appena cominciata. Ma anche con l’incremento di dimissioni e inserimenti, la creazione di una “task force” medica dedicata ai fine settimana, un progressivo aumento della fascia oraria dei ricoveri dal pronto soccorso e monitoraggi puntali che comunichino gli effettivi posti disponibili in ospedale coordinandosi con il 118 che, attualmente, gestisce circa il 18% degli arrivi in pronto soccorso. In primavera, invece, partirà un cabina di regia per la gestione e l’ottimizzazione del flusso nei reparti di emergenza, con la visualizzazione “online” delle liste d’attesa per il ricovero e l’aumento dei posti letto per i pazienti più gravi. Bisognerà attendere anni, invece, per il potenziamento delle strutture e della medicina di territorio, per cui al momento è prevista soltanto l’attivazione di una Clinica della Salute per ogni Asl nell’attesa delle Case di Comunità previste dal Prnn.

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